Rinviato a lunedì 25 giugno il nuovo vertice in Prefettura sulla vertenza Sia. Il sindaco di Cerignola, Franco Metta, dopo la conferenza stampa con i colleghi primi cittadini del Consorzio del bacino Fg-4, si appella direttamente al governatore Michele Emiliano.
Qualcosa è cambiato dopo la decisione di Ager di affidare il servizio di raccolta all’azienda Asipu di Corato e non all’Amiu Puglia. È come se il Basso Tavoliere si sia voluto dare una scossa. “9 sindaci, 150 mila cittadini, 300 lavoratori ti chiedono una proroga di due mesi dell’ordinanza n.1 del 22/12/17 da te emessa. Da nessuno impugnata. Perfettamente legittima. Se non arriva la proroga chiediamo la revoca della sospensione dell’AIA di SIA. Abbiamo la polizza fideiussoria. Abbiamo risolto per il percolato. Abbiamo la potenzialità per gestire il biostabilizzazione. Abbiamo trovato il denaro per estinguere i pignoramenti, possiamo garantire il noleggio dei mezzi e il pagamento degli stipendi. Senza proroga o senza revoca della sospensione gli impianti chiuderanno. Sarà il caos e la morte di SIA con danni inimmaginabili. Per tutti. Forza presidente. 150 mila persone e 300 famiglie dipendono da questa decisione. Non ci deludere, noi di te ci fidiamo”. “La Sia la dobbiamo salvare noi, non abbiamo bisogno di superman che arriva da Bari”, così ha detto Franco Metta in conferenza stampa ieri. Ma cosa è cambiato rispetto a mesi e mesi fa? Perché oggi Sia sarebbe in grado di provvedere all’impianto?
Nell’ultima delibera del Consorzio i sindaci si erano impegnati a definire mediante strumenti privatistici contrattuali i rapporti tra Consorzio, Sia e Aseco per quanto attiene la gestione e l’evoluzione dell’impiantistica ritenendo indispensabile il ruolo della Regione. Oggi però i sindaci chiedono nuovamente una proroga dell’ordinanza di Emiliano, che però stando alle informazioni che arrivano da Bari non potrà esserci, perché in quella ordinanza il presidente della Puglia non aveva fatto riferimento a proroghe, ma solo ad atti certi tra Consorzio ed Aseco.
Vi si leggeva: “La gestione di ASECO Spa è ordinata per un periodo di sei mesi, durante il quale si potrà provvedere alla definizione dei rapporti in via privatistica tra SIA FG 4-Consorzio Bacino FG4 e ASECO. 4. Il presente provvedimento non esonera il soggetto gestore SIA FG 4 ad ottemperare alle prescrizioni evidenziate nei provvedimenti di diffida e sospensione relative alla sezione di trattamento delle frazioni da raccolta differenziata e alla discarica”.
E proprio sulla discarica Sia è deficitaria. Il Comandante dei Carabinieri Angelo Colacicco in una comunicazione inviata al commissario Ager Gianfranco Grandaliano, al dirigente del settore Ambiente della Provincia Stefano Biscotti, all’Arpa, all’Asl, al dipartimento regionale, ad Aseco, Sia, al presidente del consorzio Igiene ambientale bacino Fg.4, al Prefetto e alla Procura della Repubblica, trasmettendo il verbale di ispezione redatto insieme con il Dipartimento dell’Arpa, ha rilevato che “dalla data del 2 maggio del 2018 a quella dell’accertamento non è più stato effettuato qualsivoglia emungimento di percolato”.
Il percolato nella ispezione del 19 giugno, come si legge nel verbale, era giunto alla pericolosissima soglia di 11,10 metri nel V lotto, soglia che in caso di abbondanti piogge potrà facilmente superare il livello massimo consentito e quindi tracimare con tutte le conseguenze. Il 18 aprile la Sia aveva chiesto 4 mesi di proroga per abbassare il percolato. Solo domani dovrebbe iniziare un primo intervento sui liquami.
La proposta fatta ad Aseco, secondo i rumors che arrivano da Bari, è ridicola. L’azienda partecipata da Aqp ha investito 4 milioni di euro in questi 6 mesi di affidamento tramite ordinanza. Oggi i sindaci all’Ager hanno inviato solo uno schema di polizza. E propongono di rateizzare il debito in 12 anni, pagando 300mila euro l’anno. Ma da dove intendono recuperare questi fondi i sindaci? Semplice: intascando 9 centesimi dalla tariffa del biostabilizzatore. Ma la tariffa, secondo il testo unico ambientale, è composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, nonché da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio.
Non può prevedere utili, quindi. Filtra molta rigidità da Bari. Emiliano non farà nessuna proroga. Almeno questa pare essere la convinzione della vigilia della fine delle attività di Aseco. Con o senza suppliche da parte dei sindaci.
Intanto l’AGER PUGLIA ha ordinato ai 9 Comuni del Consorzio di Igiene Ambientale FG/4 di conferire i rifiuti urbani presso la discarica di Massafra perché, in assenza dell’ordinanza da parte del Presidente Emiliano, la ASECO, a partire da domani, non potrà più operare nello stabilimento di SIA e, quindi, gli impianti non potranno essere utilizzati.
Tempestiva la reazione dei nove Sindaci e del Presidente del Consorzio, avv. Francesco Metta, che hanno chiesto l’immediato intervento dei Prefetti di Foggia e Bat e direttamente del Presidente Emiliano.
“Non abbiamo i mezzi per trasportare per centinaia di chilometri i nostri rifiuti lungo tutta la nostra Regione. Se avessimo i mezzi, non abbiamo le risorse per pagare il trasporto. I nostri rifiuti resteranno sulle strade delle nostre città.
Creando una enorme drammatica tragica emergenza”, ha scritto Metta in una comunicazione ufficiale inviata al Prefetto Mariani, lamentando “l’ostilità di Ager”.
