Non si ferma la scalata nella sanità pugliese del giovane imprenditore manfredoniano, Raffaele De Nittis (nella foto in alto con Michele D’Alba, ndr). L’ultimo colpo è il centro di riabilitazione “Padre Pio” di Capurso. Il costo complessivo dell’operazione che porterà alla gestione dei circa 220 trattamenti domiciliari e 60 posti letto residenziali, è di circa 35 milioni di euro in 5 anni. L’interessamento per la struttura punto di riferimento nel Barese, è nato dopo la revoca degli accreditamenti nei confronti della Gestione e Management Sanitario s.p.a., la Gms di Capurso, per inadempimenti degli obblighi contrattuali e mancati pagamenti degli stipendi dei lavoratori. La Gms era titolare della convenzione con la Asl Bari, per l’erogazione, presso il presidio di riabilitazione a Capurso, di prestazioni di riabilitazione residenziale, diurna, poliambulatoriale e domiciliare.
A dicembre scorso, l’Immediato ha anticipato l’interessamento del gruppo Conssi (“San Giovanni di Dio” di De Nittis-“Tre Fiammelle” di Michele D’Alba), grazie al progetto che prevede il trasferimento delle attività nella nuova struttura di Adelfia. Il gruppo, recentemente si è assicurato anche cinque grandi Rsa nella provincia di Bari e con questa operazione punta a consolidare la propria presenza in Puglia. A proporsi nella procedura attivata dall’assessore Leo Caroli, attraverso una task force con l’Asl di Bari, il gruppo Neuromed di Patriciello e Segesta, il più grande della regione in termini numerici.
A spuntarla, però, è stato il consorzio foggiano. “Siamo soddisfatti del risultato – commenta De Nittis -, ora partirà un progetto di rilancio imperniato sugli investimenti in risorse umane e apparecchiature. Come d’accordo con i sindacati, garantiremo tutte le figure sanitarie (fisioterapisti, assistenti, ecc..), mentre interverremo sul management. Questa struttura è un punto di riferimento per la provincia di Bari, per voler fare un paragone è un po’ come Gli Angeli a San Giovanni Rotondo. Lo spostamento delle attività e dei pazienti nei nuovi plessi di Adelfia – conclude – sarà il punto di partenza di un percorso virtuoso che attesterà queste attività ad un importante livello di eccellenza nel panorama del sistema sanitario regionale”.
