“Chi lavora ad un progetto e non alle carriere e alle poltrone deve accettare le decisioni collegiali. Mi spiace che ci si faccia prendere da ansia da prestazione”. È rattristato il coordinatore provinciale della Lega Daniele Cusmai per la reazione di Alfonso Fiore espressa alle nostre colonne, dopo la sostituzione da capogruppo di ieri pomeriggio. “Anche dopo la mia nomina – prosegue il giovane dirigente vichese a l’Immediato – c’erano state da parte di Fiore delle dichiarazioni poco lusinghiere, ma io ho lasciato la porta aperta. La sua sostituzione non è affatto una vendetta. Insieme abbiamo tutti condiviso che Antonio Vigiano è la persona più adatta per preparare con tranquillità le amministrative. Quella di ieri è stata una scelta dei consiglieri, i rapporti con Fiore si erano pure incrinati”.
Anche il segretario cittadino Gianfranco Fariello sottolinea che “le decisioni assunte dagli altri due consiglieri comunali, ad unisono con la segreteria provinciale e cittadina” non sono “punitive” nei confronti di Fiore. E specifica: “Come è stato ampiamente detto nel corso dell’incontro di ieri, il passaggio di consegne tra il consigliere Fiore e il consigliere Vigiano era stato pensato e poi messo in atto nell’ottica delle nuove sfide, anche elettorali, a cui la Lega è chiamata a misurarsi e l’esperienza politica del consigliere Fiore era stata pensata per i vertici provinciali a nominarsi. Comunque, nel prendere atto delle scelte personali del consigliere Fiore, la speranza è che lo stesso ritrovi la calma, da un po’ di tempo a questa parte persa, e ritorni sui suoi passi”.
Strategie leghiste
Sulle sfide elettorali, però, la Lega appare oggi molto dubbiosa. Non mancano i candidati consiglieri con cui rinfoltire la lista con i possibili campioni di consensi in ticket Silvano Contini e Roberta Apicella, ma non s’intravede un vero leader trascinatore in città, fatti salvi i due eletti Joseph Splendido e Antonio Vigiano, che comunque non hanno un appeal salviniano. Può davvero bastare il voto d’opinione in una consultazione che sarà abbinata a quella per le elezioni europee? Il neo capogruppo è il candidato sindaco in pectore da portare al tavolo del centrodestra, ma a tanti non sembra all’altezza della sfida, se si considera che nel 2014, nella civica di Franco Landella DestinAzione Comune, ottenne “solo” 430 voti. C’è chi non disdegnerebbe indicare una persona completamente nuova, pescata dalla società civile. “Se non potrà essere il primario Massimo Zanasi, si potrebbe puntare su suo genero Gennarino Casillo”, dice qualcuno della cerchia leghista che frequenta il padre don Pasquale.
Boutade, fantapolitica, secondo i più. Anche a Bari qualche maggiorente sponsorizza Leonardo Lorusso, figlio di Antonio Lorusso, ex parlamentare e patron Saicaf, come possibile candidato sindaco leghista del centrodestra unito da contrapporre ad Antonio Decaro e al M5S.
Si rincorrono i rumors salviniani più diversi anche sull’imprenditore Fabio Porreca, gradito a pezzi di centrodestra civico, il quale sta ancora mediando per un suo terzo mandato (il secondo da presidente) in Camera di Commercio, grazie ad una speciale interpretazione del decreto Calenda.
Caos azzurro
Intanto dentro Forza Italia si stanno schiarendo alcune divergenze. Ieri Silvio Berlusconi all’assemblea degli eletti è stato molto chiaro. Nessuno dei coordinatori regionali, men che meno quelli del Sud, dove Forza Italia ancora resiste, saranno sostituiti. Gli avvicendamenti si prevedono solo in Emilia e in Piemonte. Gino Vitali resta in sella in Puglia. E con lui tutti i segretari provinciali. “Faremo i congressi per allargare il consenso sui territori, con voi sceglierò i nuovi volti da affiancarvi. Non rottamerò nessuno di quelli che sino ad oggi hanno lavorato per Forza Italia. Tajani e Galliani faranno ripartire i Dipartimenti con convention tematiche in tutte le province”, ha detto Berlusconi, ricompattando gli animi.
Si procederà ad una riorganizzazione della segreteria regionale azzurra, che preparerà i congressi e le prossime votazioni fino alle Regionali del 2020. “Convocherò per settembre, dopo l’evento di Everest con Damascelli e Fiuggi con Tajani, gli Stati Generali di Forza Italia. Si terranno a Bari e vedranno la partecipazione di ampi spazi della società civile. È mio intento coinvolgere tutti i dirigenti attuali, senza nessun tipo di rottamazione, nel solco della linea dettata da Berlusconi. La priorità è vincere le regionali, con ottimi risultati all’Europee, dopo aver conquistato Foggia, Bari e tanti altri comuni”, ha dichiarato Vitali.
L’idea è semplice: azzerare la pletorica segreteria regionale che ha ottenuto pochi risultati sui territori e comporre un ufficio politico ristretto, tenendo dentro tutti i maggiori leader locali azzurri. Da Giandiego Gatta a Massimo Cassano, passando per Sisto, Damiani e D’Attis. Con un ruolo da vicesegretario regionale l’avvocato sipontino potrebbe “tranquillizzarsi” ed evitare di seguitare a minacciare migrazioni o a chiedere la testa del coordinatore provinciale foggiano Raffaele Di Mauro, reo di aver accettato la capolista molisana con la speranza di poter essere eletto con la sua seconda posizione nel listino anziché spingere per la capolistatura per Gatta, che in un sol colpo avrebbe liberato il suo scranno in Via Capruzzi a Michaela Di Donna.
Fino a qualche giorno fa, Franco Landella, che aveva anche disertato l’appuntamento culturale delle favole politiche del coordinatore, appariva alleato di Gatta nel suo disegno anti Di Mauro, ma dopo il gran colpo dell’isola pedonale di Via Lanza e del concerto di ieri sera, che hanno segnato la sua ritrovata connessione sentimentale col suo popolo e il suo effettivo rilancio amministrativo con la incisiva reiterazione dell’“è così sbagliato?”, il sindaco può anche permettere al giovane legale consortile di governare le fasi del congresso. Ci si scontrerà con e tra gli iscritti. Qual è l’alternativa a Franco Landella oggi? Nessuno può dire di averne una in grado di arrivare al ballottaggio in scioltezza, pur sommando tante liste civiche. E chi sulla carta potrebbe essere un sicuro vincente preferisce preservarsi per il 2020 e per il più ghiotto emolumento regionale o per il Parlamento se il governo gialloverde dovesse franare. Una gola profonda dà la sua lettura dello stato dell’arte, prima dei due consigli comunali della prossima settimana. “Siamo di fronte a questa situazione: il fronte anti Landella è molto diviso, confuso. Qualcuno si diverte a creare zizzanie, ma Landella si sta rilanciando, dove vanno Lega, FdI e Puglia Popolare da soli? Il sindaco è stato uno dei primi sponsor di Di Mauro, non dimentichiamo che in quota Di Mauro-Mari ci sono l’assessore al Bilancio Tucci e una componente del collegio sindacale di una partecipata”.
