Grande festa e aperitivo informale con prodotti tipici dei Monti Dauni alla Torre Civica di Biccari per la presentazione del progetto cinematografico riguardante Ralph De Palma del regista Antonio Silvestre col produttore Mario Tani, la star delle fiction Rai Simone Montedoro, la troupe, il sindaco di Biccari Gianfilippo Mignogna (nella foto in alto con Montedoro) e il main sponsor Antonio Salandra con la sua Fortore Energia spa.
L’uomo più veloce del mondo, una tra le più sfavillanti figure automobilistiche della storia, Ralph De Palma era nato a Biccari nel 1882 ed emigrò negli States nel 1893, dove iniziò a guidare le auto da corsa nel 1908 dopo aver praticato ciclismo e motociclismo con altrettanta capacità e conseguendo numerose vittorie. Nel 1905 vinse la “500 Miglia di Indianapolis” con una Mercedes, casa automobilistica della quale segnerà i principali successi internazionali. Dal 1915 ad oggi più nessun altro pilota italiano ha vinto ad Indianapolis. De Palma è ancora ricordato per il modo drammatico in cui perse l’edizione del 1912: dopo aver guidato in testa alla gara per 196 dei 200 giri, la sua Mercedes ruppe un pistone a due giri dalla fine. Lui e il suo meccanico dovettero spingere la pesantissima auto fino al traguardo (classificandosi al II posto) ma raccogliendo più applausi del vincitore. Il pilota vinse il campionato nazionale degli Stati Uniti nel 1912 e nel 1914 e nel 1929 quello canadese, divenendo per ben tre volte campione mondiale di automobilismo, nella Formula 1 di quegli anni che era denominata AAA (American Automobile Association). Nel 1919 battè il record mondiale di velocità, toccando i 241 km orari. Vinse 2577 gare su 2889 disputate: una stella assoluta.

Tutte queste avvincenti storie di inizio secolo, con la ricostruzione minuziosa dei costumi e delle auto d’epoca, secolo saranno la parte corposa del docufilm sulle gesta del pilota basato sul libro di Maurizio De Tullio, dalla sua infanzia biccarese fino ai successi statunitensi, che parte da un lavoro preziosissimo di recupero della memoria su Ralph De Palma da parte del regista Silvestre, che ha anche lui origini biccaresi. L’autore ha studiato moltissimo il pilota, si è documentato riportando alla memoria informazioni, foto, giornali d’epoca e archivi.
“È un docufilm voluto dal territorio e dal main sponsor insieme a tante persone che hanno permesso questo progetto. Montedoro è la voce narrante e si inserisce nelle scene – ha spiegato Silvestre -. Perché ci siamo avvicinati a Ralph De Palma? A parte la curiosità, perché Ralph De Palma è un eroe totalmente sconosciuto e andava trovata una chiave per farlo uscire dalla polvere. Nel 2008 la corsa Indianapolis ha stampato il suo programma, la cosa interessante è che nella copertina c’è una illustrazione che fa vedere un ragazzo che spinge a braccia la sua auto: quel ragazzo è Ralph De Palma. Erano in due a spingerla, noi non ce l’abbiamo fatta neppure in 4. Nel 1910 un cantante andò ad Atlanta a cantare un’opera, ma si fece fotografare accanto a Ralph De Palma, era il tenore più famoso al mondo, Enrico Caruso. De Palma recitò anche in alcuni film muti, tra cui quello di Chaplin”.
Tutto il materiale storico su Ralph De Palma, ha annunciato il regista, verrà donato al sindaco Gianfilippo Mignogna per un museo permanente sul pilota.Quando è morto nel 1956 sui quotidiani scrissero che “era morto il pilota più grande dei tutti i tempi nato a Biccari”. “Gli americani lo sapevano, con questo documento si fugano anche tutti i dubbi sulla sua eventuale origine troiana, i genitori erano di Troia, ma nacque a Biccari”.
Nel docufilm recitano diversi bambini del territorio, mentre Ralph De Palma è interpretato dal piccolo Andrea Rizzi, vi saranno inoltre interviste ai direttori dei magazine automobilistici e a Piero Ferrari il figlio di Enzo, il cui sogno da giovane era “diventare più bravo di Ralph De Palma”.
Due settimane di riprese a Biccari, per un docufilm che avrà un grande periodo di post produzione e montaggio. “Mi auguro di poter finire entro la fine dell’anno, per distribuire il film nel 2019, anno del centenario del record del mondo”.
“Ralph De Palma aveva fame, voi avete fame di inseguire i vostri sogni, ho visto subito in Silvestre la luce di un sogno e mi è entrato dentro- ha detto l’attore Montedoro ai cittadini assiepati dinanzi alla Torre Civica- questa storia è fantastica, Ralph De Palma ci fa emozionare solo a dire il suo nome. Il bisonte della Mercedes, spinto a mano, che pesava una tonnellata. Credo che bisogna continuare a sognare, anche se è difficile, sono un estraneo in questa realtà, ma sono molto contento di aver partecipato. Ho visto in lui una purezza che ho trovato in tutta la troupe: questa è la via dell’arte per contribuire a far conoscere Ralph De Palma, che io personalmente non conoscevo”.
Emozionato il sindaco Gianfilippo Mignogna: “Ci state facendo vivere un sogno, vedo la gioia di un lavoro spinta dal basso. La storia aveva un potere generativo enorme: ricordi della memoria, brandelli fotografici siamo partiti col restituire al nostro paese una storia, ma voi state restituendo una storia allo sport e all’emigrazione italiana in America”.
Soddisfatto lo sponsor Salandra: “È un sogno che va oltre Biccari, ma è un punto di partenza: l’italianità va comunicata, spero un giorno di vedere un film su Ralph De Palma. Sicuramente questa storia parte oggi non resterà qua”.
Come ha aggiunto a l’Immediato il regista, il docu-film rispetto al biopic ha permesso di contenere i costi. “Il progetto costa un paio di milioni, ricostruire una intera gara automobilistica con le macchine dell’epoca è stata un’impresa. Il nostro obiettivo non è una monografia santino, dal primo momento abbiamo capito che dovevamo mettere in relazione Biccari e gli States, senza dimenticarci da dove partiva”.
La scena della famiglia di De Palma che parte alla volta di Brooklyn, dove vivevano allora 3 milioni di migranti italiani, poteva essere una scelta nel vuoto, ma Silvestre ha saputo tenere insieme tutto.
Da qui anche la decisione della Fortore Energia di investire. “Antonio aveva tanti progetti suoi come sempre hanno i registi- ha spiegato alla nostra testata web l’imprenditore del vento- io gli ho suggerito di approfondire questo perché mi interessava e perché lo ritenevo più forte, per la dimensione romantica di un bambino che parte dal carretto da Biccari e diventa il pilota più famoso del mondo. Ho subito visto le potenzialità di questa storia. Ci siamo trovati di fronte ad un personaggio di dimensione grandissima che rappresenta qualcosa di importante del sentimento dell’emigrazione. Per pensare al paese come in un sogno simulato”.
Un film su Ralph De Palma non potrebbe entusiasmare qualche grande regista, alla maniera di Scorsese per The Aviator? Salandra è ottimista. “Io credo che questo docufilm sia solo l’inizio. Antonio ma mi ha impressionato, ha fatto un lavoro incredibile, ho il telefono pieno di reperti”. La Fortore Energia, che da anni finanzia manifestazioni culturali, stavolta ha fatto un passo in più. “Si spendono soldi con piacere in progetti come questo, abbiamo investito già in un cortometraggio “la stagione dell’amore” premiato in una rassegna al festival di Roma. Abitualmente siamo sponsor di festival, ma in Ralph De Palma c’è un pezzo di cuore”.





