La gran voglia di vacanza non rallenta i retroscenismi politici in questo mese d’agosto. In mezzo ci sono la nomina in Rai, un governo gialloverde, che nonostante l’establishment e il mainstream della carta stampata tradizionale sembra tenere e approvare gli atti, la capacità di Matteo Salvini, che nei prossimi giorni è atteso nella sua Lesina, di portare a sé i forzisti ormai delusi, in migrazione spinta, e la tentazione di pezzi di Forza Italia di aderire ad un progetto nuovo insieme ai piddini in fuga, se il congresso dem dovesse esser vinto da Nicola Zingaretti.
Il fronte sovranista delle prossime Europee che va Salvini e Marine Le Pen fino alle destre di Visegrad, cui si è aggiunta anche Alba Dorata, mal si sposa con alleanze locali con Forza Italia e il Ppe. Salvini romperà l’alleanza? È difficile rispondere ora. Gli equilibri in gioco, sebbene le elezioni lucane siano un primo laboratorio, sono ancora sfumati. Senza contare che in Puglia le regionali 2020 contro Michele Emiliano sono un faro preciso per il centrodestra.
“In estate non sapendo come riempire le pagine, sui giornali si dicono tante cose, di certo c’è solo che se Landella si ricandida, Lega e Fratelli d’Italia staranno da un’altra parte”. Con una battuta lancinante l’ideologo salviniano pugliese Fabrizio Tatarella smonta l’editoriale di oggi del dorso locale del giornale barese, che ipotizza degli accordi legastellati anche alle prossime amministrative foggiane, con Lega e M5S a correre con un unico candidato sindaco.
La consigliera regionale Rosa Barone prende subito le distanze da questo scenario.
“Con la Lega foggiana nessuna alleanza. Il contratto di governo nazionale parla chiaro: alle prossime competizioni elettorali, si compete sia in quelle europee sia alle amministrative e regionali, nel rispetto delle proprie appartenenze ai diversi gruppi. Nessuna suggestione di alleanza quindi. Freno subito entusiasmi di questo tipo, che non altro alimentano gossip insensato, anche perché è bene ricordare che la Lega a Foggia nasce come costola di quella che è la maggioranza del sindaco Franco Landella di Forza Italia, mentre sicuramente il M5S vuole rappresentare a livello locale una vera alternativa a questo sistema. Spero di essere stata chiara, ora e per il futuro”, scrive secca sui social.
A l’Immediato le fa eco il senatore Marco Pellegrini: “Al momento non mi risulta che qualcuno di noi abbia ipotizzato di interloquire con la Lega”. “Alle amministrative di Giugno non ci siamo presentati con la Lega. Ai ballottaggi idem. In futuro pure. Se si vince bene, altrimenti amen”, argomentano i Cinque Stelle.
Dello stesso avviso anche il coordinatore provinciale leghista Daniele Cusmai: “Per me è prematuro affrontare questo tipo di discorso in questo momento. Ricordo a me stesso che siamo una forza politica che, come è noto, è fortemente ancorata nel centrodestra. Noi guardiamo agli italiani, ai loro interessi, a Matteo Salvini e alla direzione che decide la Lega”, commenta.
“Credo dipenda dal partito o meglio da Salvini e Di Maio”, dice più dubbioso l’ex capolista alla Camera Joseph Splendido, consigliere comunale e provinciale.
Interviene alla nostra testata web anche il coordinatore regionale della Lega Andrea Caroppo: “Non c’è assolutamente nessuna alleanza, è una fantasia, non c’è nulla di concreto assolutamente, noi stiamo costruendo le basi per un centrodestra forte. Dalle Politiche in poi la Lega è stata all’interno del perimetro del centrodestra e a livello pugliese abbiamo imbastito questa prospettiva, poi certo la Lega governa coi 5 Stelle. L’obiettivo è quello di far bene all’Italia, a livello nazionale era necessario dare una prospettiva di governo, la Lega sta operando molto bene sul contratto di governo, tutti i punti, dall’immigrazione e sicurezza, si stanno portando avanti. E presto saranno all’ordine del giorno anche la Riforma Fornero con la quota 100 e Flat Tax, i punti si sono imbastiti. Lo schema classico col centrodestra alle amministrative rimane. Poi vedremo, anche alla luce di quello che accadrà nelle prossime ore”.
Non sarà complicato per la Lega fare campagna elettorale alle Europee per il fronte sovranista e un’altra Europa e poi chiedere il voto insieme a Forza Italia, che sta con Angela Merkel?
“È chiaro che al proporzionale si lavorerà diversamente. Siamo in famiglie europee diverse. Ma voglio ricordare che teoricamente anche all’interno del classico centrodestra si viaggiava divisi, anche An e Fi non erano nello stesso gruppo del Parlamento europeo. Europee e amministrative sono due livelli diversi. Serve un’Europa diversa, per rompere i lacci e lacciuoli delle elite dei tecno burocrati, che ci impongono regole su vino, olio. Vogliamo rimettere in sintonia i cittadini con le istituzioni vogliamo partire anche dai Comuni”.
A Bari, San Severo e Lucera è più facile, ma a Foggia con Landella? “Ne riparleremo a settembre”, taglia corto. Cosa può dirci di Giandiego Gatta, entra nella Lega? “È più probabile che il Corsera abbia ripreso la notizia da voi che non che ci siano dei passi nuovi. Gatta ha detto espressamente che resterà in Forza Italia in una intervista”.
Bruno Longo, che osserva la Lega da lontano e che potrebbe aderire ad una forza alleata, come #diventeràBellissima, ispirata da Nello Musumeci fa un ragionamento articolato: “Una alleanza locale la vedo al momento difficile non per il cimento politico, quanto per la enorme conflittualità interna ai pentastallati ed alla scarsa capacità politica degli altri. Se siano in grado o meno di trovare la quadra sul candidato sindaco comune, cosa difficilissima se non impossibile, la vedremo nel brevissimo periodo”.
Se a San Severo e a Lucera gli schemi sono più semplici da decifrare, nel capoluogo il nodo vero è rappresentato dal sindaco attuale, Franco Landella da un lato e dall’assessore regionale Leo Di Gioia dall’altro.
Landella si ripresenterà per un suo secondo mandato forte dei campioni di consensi da circa 1000 voti ciascuno che ha al suo fianco (Sergio Clemente, Saverio Cassitti, Leo Iaccarino, Francesco Morese e Consalvo Di Pasqua)?
L’assessore ci riproverà come nel 2014 per tenere calda la sua macchina elettorale in vista delle regionali 2020 con le sue liste civiche?
Gli scenari cambiano totalmente e dipendono dalle loro decisioni. Proviamo a dettagliarli.
Scenario 1: Landella decide di ricandidarsi, grazie ad alcuni risultati raggiunti: isola pedonale, avvio di grossi cantieri come il bando da periferia a periferia e Orbitale, vendita reti gas, alcuni grossi rifacimenti stradali e appalto pubblica illuminazione. Se si ricandida, pezzi di Forza Italia insieme alle varie liste Puglia Popolare, (che sta facendo caccia grossa e campagna acquisti di politici “civici” vecchi e nuovi dal grande consenso elettorale), IdeA, Lega, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Udc potrebbero andar da soli con un loro candidato trasversale né di destra né di sinistra.
In questo scenario i traditi da Fitto, Lucio Tarquinio e i suoi riferimenti, che già alle Politiche fecero votare per Rosa Menga in funzione anti-Micheala Di Donna, potrebbero avere un ruolo esiziale per mettere in atto il modello Barletta. Si sussurra che l’ex senatore abbia già incontrato l’assessore regionale Raffaele Piemontese per un accordo di massima su qualche nome condiviso, che possa piacere ai Palazzi e che potrebbe trovare anche il placet di alcuni grillini più istituzionali, in un patto di non belligeranza con una lista pentastellata debole, come già avvenne a Monte tra Pd e M5S. “Ragioniamo a 360 gradi- ammette il suo amico e coordinatore cittadino Mimmo Verile– serve un candidato che conosca la macchina amministrativa, i dirigenti andranno tutti in pensione e il Comune è pieno di debiti. Servirebbe una persona legata al mondo della chiesa”.
Se però dovesse prevalere un’idea civica senza il Pd e gli apparati di sinistra che resistono, al momento Fabio Porreca piace un po’ a tutti, perché ha rotto col Pd all’Asi e potrebbe rappresentare anche il perfetto candidato leghista. In vacanza in Grecia, lui scherza: “Sono agli Stati generali di Alba Dorata”.
Scenario 2: Landella fa un passo di lato. Il centrodestra concorre all’agone unito con un nome forte e spendibile (in pole position resta Tonio Ciarambino, che per via del legame con Agostinacchio piace alla Lega) ed una marea di liste civiche. Il M5S si compatta con una lista d’assalto e un candidato adeguato, che al ballottaggio potrebbe vincere senza problemi.
Pd e partitini di sinistra arrivano terzi, in una contesa giocata solo per difendere la bandiera.
