È previsto per il 3 settembre a Viterbo un nuovo incontro del comitato direttivo dell’Upi (Unione delle Province italiane) per stilare un programma per un nuovo rapporto tra Province, Città metropolitane e Regioni. All’appuntamento prenderà parte il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, che sembra ormai chiamato a “ricostruire” il centrosinistra al congresso del Pd.
L’election day per la presidenza in molte Province, Foggia compresa, è il 31 ottobre, come si sa.
A quattro anni dall’entrata in vigore della Legge 56/14, meglio nota come Riforma Delrio, secondo l’Upi, è necessario riflettere per tracciare un bilancio dell’esperienza e sugli effetti di una riforma che, non “solo è sfuggita ad analisi approfondite ed oggettive, ma si è caratterizzata soprattutto per il forte impatto che ha avuto sulle comunità, incidendo radicalmente sul sistema istituzionale, amministrativo e territoriale del Paese”.
A Foggia, i vari movimenti e partiti cominciano a contare i voti ponderati e le truppe in ciascun comune. In Provincia, carrozzone o no, c’è da gestire un bel pacchetto di risorse con i 30 milioni di strade del Patto per la Puglia ancora al palo e con una possibile cabina di regia sia per le gare dei trasporti sia per i finanziamenti all’edilizia scolastica. D’altronde anche la pesante delega ambientale resta appannaggio degli Enti di secondo livello, con la bocciatura del referendum costituzionale di Matteo Renzi.
Possono candidarsi alla presidenza solo i sindaci, che abbiano dinanzi a sé nel loro mandato almeno altri 12 mesi di amministrazione, con le novità del Milleproroghe. Il M5S non avendo nessun primo cittadino in Capitanata è fuori dai giochi.
Con l’assessore regionale all’Agricoltura Leo Di Gioia e Capitanata Civica del vicepresidente della Provincia Rosario Cusmai al lavoro per sponsorizzare la candidatura del sindaco di Candela Nicola Gatta, che è già consigliere del Consorzio per la Bonifica della Capitanata e dirigente nazionale di Confagricoltura, molti maggiorenti tentano di affrontare il voto per schieramenti più che per affiliazione a questo o a quel politico carismatico locale. Non è escluso, secondo qualcuno, che il Pd tenti il blitz proponendo la candidatura del sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, capace di raccogliere voti anche nel centrodestra. La Provincia per lui, spiegano gli osservatori di destra, potrebbe essere un “paracadute” se il ricorso al Tar per l’Asi sull’affaire inconferibilità dovesse concludersi con un nulla di fatto e con una vittoria della linea Anac e dei pentastellati.
Puglia Popolare dal canto suo è convinta di poter essere determinante per l’elezione del successore di Francesco Miglio nella consultazione per addetti ai lavori di secondo livello. La forza politica ispirata da Massimo Cassano è certa di poter disporre da sola di 5mila voti ponderati, con la presenza di almeno 2 consiglieri a Foggia, 3 consiglieri a San Severo radunati da Leo Lallo, 2 a Lucera, 1 o anche 2 a Cerignola, 2 a San Giovanni Rotondo, 3 ad Apricena, 2 a Torremaggiore, 1 a San Nicandro e 2 a Carapelle, 3 a Pietra, 2 a Motta Montecorvino, un eletto a Stornara, Troia, Bovino, Rodi, Panni.
Puglia Popolare potrebbe anche decidere di esprimere un proprio candidato presidente, pescando in alcune amministrazioni amiche dai sindaci fortemente trasversali in modo da preparare la competizione di gennaio per il rinnovo del consiglio. Ci sono almeno due possibilità, che scompaginerebbero le alleanze: una nell’Alto Tavoliere e l’altra nei Cinque Reali Siti.
“Abbiamo avviato in piena estate un largo giro di consultazioni per sondare nel Territorio gli umori e le aspettative che circondano l’interesse per l’elezione del nuovo presidente della Provincia di Foggia. Quel che posso oggi dire è che noi siamo già pronti con i nostri consiglieri a scendere in campo per sostenere un presidente di cui abbiamo ben chiaro l’identikit. E sono convinto che riusciremo ad essere determinanti”, spiega Rino de Martino , Coordinatore del Movimento Politico di matrice moderata e di ispirazione cattolico-democratica fondato da Massimo Cassano. “ La nostra sensazione è che buona parte della provincia viva oggi un senso di abbandono, a parte tutto quel che si vede e si sente nelle solite aree in cui si sono andati fortificando autentici protettorati che sono andati,peraltro, ad acuire i profondi squilibri che abbiamo di fronte. Uno squilibrio che la politica di Miglio ha consolidato senza incidere minimamente sulla via del cambiamento e di cui porterà in eredità la responsabilità con quel che resta di un centro sinistra spurio e inaffidabile”, sostiene de Martino che poi traccia il profilo di un possibile presidente da eleggere per rilanciare le opzioni politico-programmatiche della Capitanata. “ “La legge Delrio ha complicato ed in parte compromesso le direttrici di sviluppo su cui reggevano le Province, declassando questa Istituzione ma deformandone in maniera pasticciata la fisionomia e le funzioni. Per questo siamo convinti che le province vadano ripristinate ed in questo senso ci auguriamo che la Lega non cambi idea per altre ragioni di bottega -dichiara de Martino -Adesso serve un presidente giovane, svincolato il più possibile dalle nomenclature di apparati ormai logori ed inattuali, un presidente capace di leggere la necessità di restituire alla nostra provincia mordente,competitività, un presidente in grado di sostenere realmente la crescita e lo sviluppo sul piano infrastrutturale di cui la Capitanata ha bisogno come l’aria, perché il Governo Miglio è riuscito anche in questo a segnare ritardi, subendo spesso inaccettabili condizioni dettate in sede regionale dove a volte le partite si chiudono sulla pelle dei cittadini della nostra provincia . Per girare pagina dunque serve ora un presidente libero dagli schemi, volenteroso di spendersi per una nuova stagione di riscatto, senza inseguire romanticismi e senza interpretare pressapochismi di cui si è fatto il pieno”.
Intanto dalla Lega, con il segretario provinciale Daniele Cusmai, arriva un forte attacco al vicepresidente Rosario Cusmai, che si era espresso in modo poco lusinghiero nei confronti del partito di Matteo Salvini. “Mi spiace per Rosario Cusmai, ma la Lega oggi a differenza del centrosinistra pensa a cambiare l’Italia non a salvaguardare le poltrone di qualcuno- rileva in una nota- In 3 mesi di Governo stiamo affrontando temi di fondamentale importanza per l’Italia e gli italiani come l’immigrazione, il precariato, la sicurezza, la difesa della legalità, la difesa del Made in Italy, sono state ridate le case ai terremotati. Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, si sta attuando una politica di fermezza sulle concessioni. Lo Stato sta tornando a fare lo Stato e cioè il padre dei cittadini italiani, a differenza degli anni precedenti e dei governi a guida PD. Lo stesso PD che unitamente alle forze e movimenti politici che affiancano il Governatore Emiliano sta portando la Regione Puglia indietro di anni e da cui vogliamo liberarci al più presto. Consiglio a Cusmai di pensare meno a difendere le poltrone e più a fare politica sul territorio per avere consensi dopo la figuraccia fatta alle nazionali dall’intero centro sinistra che dopo aver governato per anni e quindi avuto la possibilità di operare concretamente per il Paese ha avuto la risposta ed il giudizio che ha meritato direttamente dal popolo italiano. Continuino così e probabilmente alle prossime elezioni spariranno dalla storia”.
