Continua incessante, d’intesa con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, l’attività di prevenzione e repressione della Polizia di Stato rivolta al contrasto del fenomeno del caporalato. Il 7 settembre scorso, agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile della Questura di Foggia – Gruppo San Severo e del commissariato di San Severo, con la collaborazione del Nucleo Ispettivo del Lavoro dei Carabinieri hanno tratto in arresto il senegalese D.M. classe 1988, per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
Gli investigatori hanno individuato una zona rurale in agro di Apricena dove erano stati notati degli uomini di colore che raccoglievano pomodori. È quindi iniziata tempestivamente un’attività di osservazione con appostamenti e pedinamenti che ha consentito di ricostruire l’intera giornata lavorativa dei braccianti. Il lavoro è cominciato verso le 6 di mattina: i lavoratori sono giunti sull’area coltivata trasportati a bordo di un furgone fatiscente. L’uomo che conduceva il mezzo era il caporale, lo stesso che controllava il lavoro sui campi.
Verso le ore 14.30 alla fine della giornata lavorativa, gli operatori si sono appostati in zona e hanno proceduto al fermo e al controllo del veicolo notato nei servizi di osservazione. Si è proceduto all’identificazione del conducente e degli occupanti, i quali erano stipati all’interno del cassone, alcuni seduti ed altri in piedi, in numero di 15 braccianti di colore, trasportati in evidente violazione di norme igieniche e di sicurezza, oltre che in condizioni disumane. All’interno del furgone i braccianti erano trasandati, sporchi e molti calzavano ciabatte. Condotti in ufficio, i lavoratori sono stati tutti identificati e rifocillati. Gli stessi hanno fornito agli investigatori preziosi spunti investigativi circa l’ipotesi di reato di caporalato.
Sono stati inoltre sequestrati documenti attestanti la contabilità del lavoro nero e denaro contante, rinvenuti in possesso di D.M. in seguito alla perquisizione personale. Alla fine delle formalità di rito, il caporale è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Foggia a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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