Liberi due elementi di spicco della Società foggiana, si tratta di Alessandro Lanza e Massimiliano Cassitti, entrambi pizzicati nel 2013 dai carabinieri del Ros nell’ambito della maxi operazione Corona. Furono 23 gli arrestati nel luglio di cinque anni fa. Tutti in manette per svariati reati, estorsioni agli imprenditori locali in particolare modo. Nelle scorse ore, però, Lanza e Cassitti sono stati scarcerati. Il primo, 40 anni, detto “Bussolotto” (vicino al clan Sinesi-Francavilla), torna libero dopo una detenzione di 5 anni e 2 mesi a fronte di una condanna a 8 anni e 8 mesi. I giudici hanno accolto l’istanza dei legali. Per Lanza obbligo di dimora a Campomarino in Molise. Gli avvocati punteranno alla revoca per far rientrare il proprio assistito a Foggia.
Il 43enne Cassitti, elemento trasversale della “Società”, condannato a 18 anni e 7 mesi complessivi (pene non definitive), torna libero dopo 6 anni e mezzo. Fu infatti arrestato già nel 2012 e poi pizzicato in Corona l’anno dopo. Condannato a 8 anni e 3 mesi, torna libero dopo 5 anni e 2 mesi in quanto i giudici hanno accolto le richieste della difesa concedendo all’uomo l’obbligo di dimora a Foggia. Per Cassitti, inoltre, pende ancora il ricorso in Cassazione.
OPERAZIONE CORONA
“Corona”, denominata così perchè “coronamento di anni di indagini” è senza dubbio la più importante operazione contro la mafia foggiana. Nella maxi ordinanza di oltre 600 pagine vennero ricostruiti tutti gli affari più importanti della “Società”, incentrati sul traffico di droga e sulle estorsioni ai danni di numerosi imprenditori locali, molti dei quali costretti a pagare il pizzo anche per lunghi periodi. Stando all’impianto accusatorio della Direzione distrettuale antimafia di Bari, i clan stavano stringendo accordi con altre organizzazioni. Oltre ai rapporti consolidati con la mala del Gargano, emersero contatti con i Casalesi e con Cosa Nostra.
Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come
