L’amministratore unico della Robedil Massimo Zammarano non ci sta ad accettare la ricostruzione del capogruppo dei Fratelli d’Italia al Comune di Foggia Giuseppe Mainiero, secondo il quale la Robedil non avrebbe versato 937mila euro di oneri di urbanizzazione per i lavori di costruzione in zona Ordona Sud Pantanella. Alla nostra redazione ha inviato una dettagliata disamina, dalla quale si evince che le cose stanno diversamente da quanto ipotizzato da Mainiero. “Appare evidente che il consigliere comunale dei Fratelli d’Italia, signor Mainiero, non ha contezza di quello che dichiara o quantomeno non dispone di notizie che rispondano al vero”, rileva in esordio Massimo Zammarano. E prosegue: “Pur tuttavia, il consigliere dovrebbe essere a conoscenza del fatto che gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, per quanto attiene i programmi complessi, quale è appunto il P.Ri.U Ordona Sud, località Pantanella, definitivamente approvato con DPRG 709/2002, riguardano opere a scomputo degli oneri urbanizzazione da eseguire, al fine di rendere il programma completo, peraltro assistite da regolari polizze fidejussiorie. L’impresa è obbligata a versare il solo costo di costruzione al momento del ritiro del permesso a costruire o in alternativa, la norma consente di versarli all’Ente comunale rateizzando il relativo importo”.
Zammarano descrive tutto quello che è accaduto nel caso in esame, citando la convenzione urbanistica del 30 luglio 2003 sottoscritta dal notaio Francesco Paolo Pepe (rep. N 37808, racc-23707), con la quale sono stati regolati i rapporti tra Comune di Foggia e la Robedil srl.
Continua l’imprenditore: “In ossequio alle obbligazioni assunte con la convenzione urbanistica, la Robedil srl ha eseguito le opere di urbanizzazioni e in data 27 aprile 2011 gli è stato consegnato dal Comune di Foggia il verbale di visita, relazione e certificato di collaudo delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie. Per di più, il Comune di Foggia in data 17 giugno 2011 ha sottoscritto con la Robedil srl e la Provvida srl il verbale di contestazione e presa in consegna da parte del Comune delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie. Per quanto attiene, poi, al costo di costruzione, la Robedil srl, così come si evince dai certificati di agibilità, ha regolarmente assolto agli obblighi versando al Comune le somme richieste”.
L’amministratore unico elenca tutte le bollette. 8 in tutto, dal 2005 al 2007. Eccole.
Bolletta 320/0028 del 16 febbraio 2005, lotto B; bolletta VCY del 3 febbraio 2006, lotto C; bolletta 321/0028 del 16 febbraio 2005 lotto D; le bollette VCY 0041 del 3 febbraio 2006 del lotto E, F e G e la bolletta 322/0028 del 16 febbraio 2005 lotto H e infine un bonifico bancario, il numero 21723 BancApulia del 13 febbraio 2007 centro commerciale.
Dopo aver enumerato i pagamenti, l’edile rimarca: “Tanto esposto testimonia che nessun “giochetto” è stato posto in essere per ottenere i titoli abilitativi all’edificabilità senza versare i dovuti oneri. Ci spiace prendere atto in questa vicenda delle intempestive dichiarazioni rese dalla responsabile del settore edile dell’Associazione degli Industriali di Capitanata dalla quale, per la verità ci aspettavamo una maggiore prudenza e attenzione al problema sollevato dal consigliere comunale, Giuseppe Mainiero, che ha il sapore di una querelle a sfondo amministrativo/politico/elettorale, dalla quale le associazioni di categoria farebbero bene a stare alla larga. Oramai, sparare a zero sulle imprese di costruzioni pare sia diventato l’obiettivo principale, mentre sull’attuale momento di crisi che attanaglia il settore se ne parla sempre meno. La crisi edilizia richiederebbe una attività delle associazioni che miri, almeno a livello locale, a tutelare l’attività imprenditoriale e il bene immobile, mentre al contrario assistiamo ad un aumento vertiginoso dei costi a carico delle imprese (contributo di costruzione e diritti, occupazione del suolo pubblico, contenzioso amministrativo) e a un rallentamento amministrativo sulle decisione delle P.A. che rendono la vita aziendale sempre più difficile. Alle imprese non resta che difendersi e semmai ne ricorrano le condizioni a tutelare l’immagine aziendale anche attraverso azioni giudiziarie”.
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