Consumi, povertà e reddito di cittadinanza, questi i temi del dibattito lanciato dalla Federconsumatori in congresso nella sede della Cgil di Foggia con il segretario Cgil Maurizio Carmeno, la presidente locale Vera Scarpiello, il presidente regionale Mimmo Zambetta, l’onorevole pentastellato e professore dell’Unifg Nunzio Angiola e il giuslavorista Marco Barbieri. Ha solo salutato gli iscritti invece l’assessore regionale al Bilancio Raffaele Piemontese, che ha ricordato a tutti i preoccupanti numeri sulla povertà in Puglia, dove la deprivazione materiale è arrivata al 26,9% laddove la media nazionale è pari all’11%.
“La politica dell’austerity ci ha messo in ginocchio”, hanno rilevato dalla Federconsumatori. I 780 euro al mese, previsti dalla manovra finanziaria e nei 10 miliardi di euro per il reddito di cittadinanza, di cui beneficeranno circa 6,5 milioni di italiani, riattiveranno davvero i consumi?

È convinto di sì il professor Angiola, membro della Commissione Bilancio alla Camera. “La manovra farà ripartire dopo la calma piatta di questi anni i consumi in Italia, grazie ad un new deal alla Roosevelt, come ha detto il nostro Ministro Paolo Savona. Il moltiplicatore è prossimo all’1%, 1,2%, ogni miliardo speso nel reddito di cittadinanza si traduce in un miliardo di Pil in più nei consumi, il percorso parlamentare del reddito di cittadinanza non è neanche cominciato”, ha detto il docente esperto di Amministrazioni e aziende pubbliche riferendosi ai tanti annunci sulla card e sulle cosiddette spese immorali vietate. “Gli uffici ministeriali sono allergici alle riforme, non riesco a parlare con i dirigenti, mi sto occupando della riforma dell’Università al Miur, ma non è semplice, ci sono delle forze opponenti nelle gerarchie ministeriali”. Secondo il professor Barbieri, la cui fede politica comunista non è un mistero, il reddito di cittadinanza è solo un Rei più generoso, che non tocca “alcuni difetti clamorosi” presenti anche nella misura della Puglia, il Reddito di Dignità.
“La lotta alla povertà è qualcosa di diverso dall’avviamento al lavoro. Il reddito di cittadinanza deve affrontare la lotta alla povertà che è il vero tema. In un incontro a RomaTre si è annunciato che il reddito dovrà avere due percorsi, L ed S li hanno chiamati, altrimenti si rischia il buco nell’acqua”. Tutto il meccanismo degli uffici per l’impiego e delle 3 offerte di lavoro gestite dal Pubblico è la vera scommessa del M5S. La “condizionalità” e le misure familistiche rischiano di mettere fuori gioco il reddito di cittadinanza secondo Barbieri. “In una crisi di sottoconsumo e con un Sud de-industrializzato dare una card ai poveri non vorrà dire incrementare la bilancia commerciale di altri Paesi che esportano prodotti qui da noi?”, il dubbio avanzato dal giuslavorista ed ex assessore alla Formazione e Lavoro della prima Giunta Vendola.
Vi sono poi tantissime critiche “da destra” al reddito di cittadinanza, non ultima quella legata al sommerso e alla “trappola della povertà”, causata dal fatto che la molteplicità degli strumenti non incoraggia la ripresa di un’attività perché la complessità delle regole rende arduo sapere se ritornare a lavorare migliorerà effettivamente la propria situazione finanziaria.
“Solo una persona stolta può licenziarsi per percepire il reddito di cittadinanza e solo una persona stolta rinuncia ad un’offerta di lavoro per continuare a percepire il sussidio”, è la convinzione di Angiola. “Col reddito di cittadinanza poveri non avremo più e i pochi furbi andranno in galera, il lavoro a nero è un virus per la crescita, ci sarà un controllo sociale”. Nel pubblico invitato da Vera Scarpiello anche il presidente della Cassa Edile, l’ingegner Eliseo Zanasi, che ha portato il suo contributo, elencando alcuni dati. “25 giovani saranno avviati a Taranto nell’alta tecnologia, abbiamo perso migliaia di lavoratori nel settore edile, ma ai centri per l’impiego non troviamo nessuno che voglia formarsi, servono sinergie europee, gli stessi attori hanno puntato sull’unico asse dell’Ilva, occorre divedere la mission e targare le misure sul territorio. Dobbiamo dare un messaggio di fiducia, altrimenti non si consuma”.

Chiedo scusa alle ” categorie ” citate, purtroppo i termini oggi in uso, non rendono l’idea ! Ebbene, questa odierna ” uscita ” landelliana, mi ricorda tanto la storia ” del muto che dice al sordo, quel cieco ci sta guardando ” !