“Penso che nonostante tutto ce la faremo ad andare uniti”. Con queste parole il segretario regionale della Lega Andrea Caroppo ha commentato a l’Immediato l’exploit del centrodestra salviniano a Bolzano, che è replicabile anche a Foggia e in Puglia. Ieri Andrea Caroppo si è precipitato a Foggia, dove è rimasto fino alle 21 per tentare di capire le divisioni interne al gruppo consiliare e alla dirigenza di Capitanata. “La vittoria in Trentino evidenzia e conferma due aspetti: il primo è che quando il centrodestra rispetta la regola aurea dell’unità della coalizione è sempre competitivo e molto spesso vincente. Il secondo è che la Lega, primo partito anche in termini assoluti nonostante il numero di liste in campo, è oggi il perno della coalizione in tutta Italia. Se si terrà conto di questi due aspetti, il centrodestra otterrà anche al Sud importanti risultati. In primavera Bari e Foggia andranno al voto. Per poi affrontare le regionali contro Emiliano”, ha dichiarato.
La spaccatura di ieri in Consiglio comunale e il mancato ko che si voleva infliggere al sindaco Franco Landella a pochi mesi dalle elezioni finito 14 ad 11 con tre leghisti astenuti fuori, Paolo La Torre, Alfonso Fiore e Antonio Vigiano e 2 dentro e di quella caratura, Joseph Splendido, vice segretario regionale e Raimondo Ursitti, dirigente agli Enti Locali, entrambi consiglieri provinciali, è difficilmente interpretabile dalla base. I numeri sono mancati per le assenze delle opposizioni. Se ci fossero stati tutti nei banchi del centrosinistra, davvero i due leghisti, uno dei quali delegato alle scuola in Provincia, avrebbero votato ancora contro? È difficile dirlo. Il piano imbastito con Leo Di Gioia è fallito. Un piano che deve aver impaurito non poco anche il candidato presidente della Provincia Nicola Gatta, perché a perdere la massiccia quota di voti ponderati sarebbe stato per primo lui. Un grande bluff, servito soprattutto a inviare messaggi ad Andrea Caroppo e ad egemonizzare il partito.
Da Bari si ha una linea attendista. L’idea è sempre stata quella di star fuori dalla gestione, da qui il no all’ingresso nella Lega ad alcuni delegati di Landella come Pasquale Rignanese e Leo Iaccarino, per costruire all’esterno un’alternativa credibile e forte, che al momento non c’è perché la possibile candidatura di Raimondo Ursitti sindaco può piacere molto alle élite professionali e trasversalissime della città ma sarebbe poco digerita dal popolo, anche se il dirigente ha cominciato a fare insieme agli altri leghisti il tour delle periferie e delle borgate con tanto di pettorina fluo (come da foto in alto). “Per quale ragione far cadere Landella ora a pochi mesi dalla fine del mandato? Aveva senso prima non ora”, è il ragionamento di Caroppo.
Ci sono ormai due fazioni. Una dominata dal segretario generale della Fiera Raimondo Ursitti e dal segretario provinciale Daniele Cusmai, che mira a rompere chiaramente con il resto del centrodestra per fagocitarlo e assorbire i pezzi sparsi di civismo pugliese rappresentato dall’assessore regionale Leo Di Gioia e l’altra più movimentista che continua a credere nell’opzione di Antonio Vigiano candidato sindaco di una Lega pura senza alleanze rimaneggiate da porre al tavolo delle trattative.
Il segretario cittadino Gianfranco Fariello insieme al viceprovinciale sono nel mezzo. In una nota ufficiale il commercialista cerca di raffreddare gli animi. “Nella profonda certezza che l’unità della coalizione di centro-destra è l’obiettivo primario da ricercare per favorire una rinnovata visione della città di Foggia, la segreteria cittadina e il gruppo consiliare della Lega, seppure impegnati in un vivace confronto dialettico interno e anche in coerenza alle indicazioni manifestate dal segretario regionale Andrea Caroppo, con senso di assoluta responsabilità nei confronti della comunità foggiana, hanno inteso evitare un blackout politico-amministrativo per consentire un leale e sereno confronto tra le forze politiche del centrodestra, soprattutto nell’ottica di determinare scelte condivise di carattere programmatico e nella conseguente necessità di individuare il miglior candidato sindaco a cui affidare le responsabilità di rilancio della città. La Lega di Foggia, pur nel confermare un atteggiamento critico nei confronti di scelte operate dal Sindaco Landella e nella consapevolezza di rappresentare la forza maggiormente significativa dello schieramento di centro destra, è proiettata a promuovere e a sostenere un dialogo continuo con i cittadini, le forze sociali ed imprenditoriali di Foggia per assicurare alla futura amministrazione comunale le possibili progettualità concrete e fattibili. In considerazione degli eccellenti risultati elettorali conseguiti dalla Lega in Trentino Alto Adige, conferma il convincimento di rappresentare una valida ed unica alternativa al centro sinistra”.
I militanti sono confusi da questi litigi. I livelli regionali guardano con attenzione alle dinamiche foggiane. E non sono esclusi colpi bassi. Da un lato e dall’altro.
“Da ieri siamo più forti, con quel loro gesto hanno messo in discussione la stessa elezione di Nicola Gatta alla Provincia. La foto di rito è screziata, a pochi giorni dal voto tentano di mandare a casa l’amministrazione del capoluogo? Ma che mossa è? È stato un atto irresponsabile. Se il loro tentativo era quello di indebolire Landella, hanno ottenuto l’effetto contrario”, spiega un azzurro.
