Si trova ora in carcere Yusif Salia, 32enne ghanese accusato di aver fatto parte del branco che ha ucciso Desirée Mariottini nel quartiere San Lorenzo di Roma. All’indomani dell’arresto sono emersi ulteriori dettagli sul cittadino africano. Lo scorso 27 marzo, Salia era stato accompagnato dal personale del commissariato di San Lorenzo all’ufficio immigrazione della questura di Roma per l’identificazione, dopo essere stato sorpreso con un permesso di soggiorno per motivi umanitari scaduto nel 2014. Dopo la morte della ragazzina, il ghanese aveva lasciato Roma per tornare a Foggia dove aveva già soggiornato fino al 2014 presso il Cara. Si era anche tagliato i capelli per non farsi riconoscere.
“Riteniamo che sia arrivato nel Foggiano immediatamente dopo l’atroce delitto – ha detto il capo della squadra mobile, Roberto Pititto -. Dopo aver soggiornato al Cara si era spostato lungo la pista abusiva. Ha inoltre precedenti penali specifici in materia di sostanze stupefacenti”. Gli inquirenti stanno inoltre accertando la presenza di eventuali complici che possano aver aiutato Yusif Salia sia durante il viaggio che da Roma lo ha portato a Foggia, sia durante la permanenza nella baraccopoli. Al momento dell’irruzione della polizia era solo nella baracca. Gli agenti hanno sequestrato un ingente quantitativo di droga: 11 chili di marijuana, 194 grammi di hashish, 122 grammi di resina e una pistola giocattolo. Indagini continuano per individuare eventuali altri complici e responsabili.
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