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Home » Arresto Yusif Salia a Foggia, il gip: “Crudele e cinico”. Sua la frase shock: “Meglio lei morta che noi in galera”

Arresto Yusif Salia a Foggia, il gip: “Crudele e cinico”. Sua la frase shock: “Meglio lei morta che noi in galera”

Di Redazione
31 Ottobre 2018
in Cronaca
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Un fermo immagine tratto da un video  che riprende il momento del fermo di Yusif Salia a Foggia, 26 ottobre 2018.
 ANSA/TATIANA BELLIZZI

Un fermo immagine tratto da un video che riprende il momento del fermo di Yusif Salia a Foggia, 26 ottobre 2018. ANSA/TATIANA BELLIZZI

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“Indole crudele e cinica” nei confronti di Desirée Mariottini. Così il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Foggia, Armando dello Iacovo, ha descritto Yusif Salia, il 32enne ghanese arrestato nella baraccopoli di Borgo Mezzanone dove si era rifugiato nei giorni successivi all’omicidio della 16enne nel quartiere San Lorenzo a Roma. Dopo il decesso della ragazzina, Yusif (detto Youssef) non ha chiamato i soccorsi, anzi, quando si è accorto che la minorenne era agonizzante, ha fatto desistere anche chi, tra le persone presenti il 18 ottobre in quel capannone maledetto, aveva proposto di telefonare al 118. La frase che alcuni testimoni gli hanno sentito pronunciare: “Meglio che muore lei, che noi in galera” – secondo il gip – denota, appunto, la sua “indole crudele e cinica” e, di conseguenza, “il rischio di recidiva”. Per questo, infatti, Salia deve rimanere in isolamento nel carcere di Foggia, nonostante – come riportato ieri – problemi di salute abbiano fatto slittare l’interrogatorio.

Il giudice, nel frattempo, ha convalidato sia il decreto di fermo spiccato dalla Procura di Roma con l’accusa di omicidio, stupro di gruppo e cessione di sostanze stupefacenti, in concorso con gli altri tre africani rintracciati dalla polizia nella Capitale, sia l’arresto in flagranza per il possesso di 11 chili di marijuana, 200 grammi di hashish, due buste di resina, 4 dosi di metadone e una pistola giocattolo trovati nella baracca di Borgo Mezzanone. Per evitare che i suoi connazionali, vedendo arrivare le volanti, lo avvisassero, inducendolo alla fuga, gli agenti della squadra mobile di Foggia venerdì scorso sono stati costretti a nascondersi dentro un’ambulanza, che, come un “cavallo di Troia”, ha trasportato i poliziotti davanti all’entrata della baracca. Dopo aver inizialmente opposto resistenza, Youssef alla fine è stato costretto ad arrendersi.

Violentata da morta

Stando a una testimonianza riportata da ‘Il Giornale’, Desirée avrebbe subito abusi anche da morta. A raccontare i dettagli di quanto accaduto la notte tra il 18 e il 19 ottobre, è Giovanna, una donna che avrebbe conosciuto Desirée e che l’avrebbe incrociata più volte in quel fortino di pusher e tossici a San Lorenzo.

“In quello stabile spacciano eroina e cocaina tre africani: Ibrahim, Sisko e Youssef (Brian Minteh, Chima Alinno, Yusif Salia)“, ha detto la donna, che li descrive come “personaggi molto cattivi e pericolosi poiché il loro stato di tossicodipendenza può influire sull’atteggiamento che hanno sulle persone”. Giovanna ha raccontato che più volte Ibrahim le avrebbe chiesto di avere rapporti sessuali in cambio di stupefacenti ma di avere sempre rifiutato. Quanto a Desirée, Giovanna ha spiegato di averla vista “avere atteggiamenti che mi inducevano a pensare che potesse aver già avuto rapporti sessuali con questo in cambio di qualche tiro di crack o qualche pezzo di eroina”.

La donna, scrive ancora ‘Il Giornale’, ha riferito poi di Koffy, un tunisino che le avrebbe detto che nella giornata in cui è morta, Desirée avrebbe avuto “rapporti sessuali prima con Yusif, poi con Sisko e in ultimo con Ibrahim. Non escludo che questi possa aver avuto rapporti sessuali con la minorenne anche post mortem“.

Intanto, le indagini vanno avanti. Oltre a Marco – un italiano che secondo quanto raccontato da più di un testimone sarebbe stato abituale frequentatore del covo di San Lorenzo e avrebbe fornito agli aguzzini della 16enne gli psicofarmaci finiti nel micidiale mix di droghe usato per stordire e stuprare Desirée – la polizia è sulle tracce di due stranieri che, secondo uno degli arrestati, avrebbero partecipato allo stupro.

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Tags: Desirèe MariottiniFoggiaRomaYusif Salia
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