Dimesso dall’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, padre Domenico Giuseppe Costanzo (in foto), noto alle cronache per aver testimoniato a favore di Anna Verde sul caso dei presunti abusi nel convento di Padre Pio a San Giovanni Rotondo. False testimonianze secondo il Tribunale di Foggia che ha chiuso la vicenda a favore dei frati nell’estate del 2017, con l’assoluzione perché “il fatto non sussiste”. La sentenza dell’epoca smontò “il castello delle Iene”, per riprendere le parole dell’avvocato foggiano, Fabio Verile contro la trasmissione di Italia Uno che anni prima tirò fuori la vicenda.
Dopo essere stato trasferito nel Sud Italia, ora padre Costanzo è stato allontanato dall’Ordine per aver lasciato il luogo dove era stato trasferito (un monastero in Calabria, ndr). L’uomo, infatti, era fuggito a Castelbuono (Palermo), nel convento dove aveva vissuto per circa 40 anni. L’anziano padre, ultra 80enne, è stato anche punito per alcune falsità e calunnie pubblicate contro i frati in un libro. Ad annunciare le dimissioni di Padre Costanzo, ci ha pensato Frate Felice Cangelosi, Ministro Provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Messina.
“Padre Domenico Giuseppe Costanzo non appartiene più all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini – ha scritto Cangelosi in una nota stampa -. È stato dimesso ai sensi del can. 696 – 697 del C. I. C. con Decreto del Ministro Generale confermato dalla Santa Sede. Il Decreto gli è stato notificato secondo legge canonica e non è stato presentato ricorso nei tempi legali. È definitivo. Nei confronti di Domenico Giuseppe Costanzo, l’Ordine ha sempre operato con spirito fraterno e pastorale, con tanta pazienza e prudenza, sopportando in silenzio accuse ingiuste e infondate. Più volte egli è stato cercato dai Confratelli e dai Superiori, i quali alla fine, costretti dal suo pervicace atteggiamento, hanno dovuto formalmente avvisarlo canonicamente del rischio della dimissione. Ha continuato a seguire se stesso, e persistendo nella disobbedienza è rimasto fuori della casa religiosa cui era assegnato, in violazione prolungata degli obblighi assunti con la Professione religiosa”.
E ancora: “Negli ultimi anni il Costanzo ha abbondato in esternazioni prive di ogni fondamento, gravemente lesive della dignità e buona fama dei suoi Confratelli e dei suoi Superiori. Di recente ha anche pubblicato un volume dello stesso tenore. A fronte di tale recente attività letteraria del Costanzo, la Provincia di Messina dei Frati Minori Cappuccini e altre istanze e soggetti dell’Ordine si riservano eventuale reazione nel foro appropriato per il profilo diffamatorio dei contenuti. Non essendo più frate, il Costanzo non può indossare il nostro abito cappuccino, segno di consacrazione e appartenenza all’Ordine. Il presentarsi come Frate Cappuccino è un’attestazione falsa, anch’essa possibile causa di reazione secondo il Diritto”.
