Vertice in Via Valentini Vista Franco, sede di Confindustria, per discutere del rinnovo della governance dell’associazione dell’Aquila. Si fa un gran parlare negli ultimi giorni della lettera del presidente della sezione meccanica Michele Pasqua dell’azienda Saem Impianti srl di Manfredonia, il quale ha lamentato la non osservanza delle regole. L’ingegner Gianni Rotice, la cui presidenza scade a marzo 2019, mira ad un secondo mandato, nonostante il regolamento confindustriale parli di un mandato unico. “Tutto gossip nocivo, manca solo dei Delitti e delle pene di Cesare Beccaria e il quadro è completo”, scherza il presidente onorario Eliseo Zanasi.
UN MESE DI TRATTATIVE
Il mese di dicembre sarà cruciale per l’imprenditore sipontino per costruire quelle alleanze interne e quelle azioni di cesello che gli consentiranno di poter essere rieletto ad aprile, benché la cosa impatti con la norma statutaria.
A detta di molti nel palazzo foggiano, c’è uno scontro in atto tra Gianni Rotice e coloro che scelsero di lasciare l’associazione dopo la sfida persa da Umberto Sacco. In tanti li raccontano desiderosi di rientrare e tangenzialmente in contatto con una fronda anti Rotice. Il gruppo Insalata-Trisciuoglio, il past president Pino Di Carlo e l’ex sindaco di Foggia Gianni Mongelli, nonostante riferiscano di star più che bene in Confartigianato, non disdegnerebbero un ritorno nell’associazione che li ha resi protagonisti della vita pubblica.
Ma l’imprenditore del Golfo in questo momento, oltre che il nuovo consiglio generale già eletto, ha dalla sua tutti i più grandi gruppi industriali del territorio. Da Alenia all’Istituto Poligrafico dello Stato, da Leonardo al gruppo Telesforo, da Bonassisa Lab a Lotras. Numeri, addetti e dipendenti, oltre che quote associative sono dalla parte di Rotice, sostengono i suoi fedelissimi. Mentre i regolamenti sono una norma interna.
Nel Consiglio siedono: Franco Barbone (Ase); Nicola Biscotti (Acapt-Saps); Leonardo Boschetti (Bonassisa Lab); Giuseppe Clemente (Gamasca); Michele D’Alba (Tre Fiammelle), Armando de Girolamo (Lotras); Salvatore De Salvia (De Salvia Paolo Costruzioni), Angelo Di Giovine (Enel Energia), Bruno Emiliano (Ingegneria Futura), Paolo Lops (Altair), Damiana Malvani (Ferrovie dello Stato), Alberto Mormile (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato), Michele Rotice (Antonio Rotice), Nicola Salvemini (Poste Italiane); Patrizia Sarno (Telecom).
Ai quindici eletti si aggiungono i due componenti di indicazione presidenziale Ivano Chierici (Coedel-Consorzio Prometeo) e Umberto Russi (Service Daune), ed i membri di diritto: il Presidente Gianni Rotice; il Presidente Onorario Eliseo Zanasi; i Vice Presidenti Nazario de Girolamo (Lotras), Donatello Grassi (Presidente Giovani Imprenditori), Maria Pia Liguori (Presidente Piccola Industria), Annj Ramundo (Presidente Ance), Vincenzo Scarcia Germano (Ferrovie del Gargano), Alessandro Vallo (Gruppo Leonardo; i Presidenti di Sezione Vincenzo Chirò (Lapidei), Pio de Girolamo (Servizi e Terziario), Euclide Della Vista (Terziario Avanzato e Comunicazione), Giancarlo Dimauro (Energia), Valeria Martino (Sementieri, Molini, Pastifici), Alessandro Masiello (Agroalimentare); Paola Parisi (Ambiente), il contestatore Michele Pasqua (Metalmeccanica) che non è chiaro se si sia dimesso, Paolo Telesforo (Sanità) e Giuseppe Vinella (Trasporti).
IL COMMISSARIAMENTO DI FATTO
Chi difende Rotice dagli attacchi di questi giorni, rileva che l’ingegnere in questi anni ha sanato una debitoria incredibile. Confindustria non era in regola neppure con i contributi che si davano a Roma, tanto che la sezione foggiana continuava a partecipare alle iniziative a Roma, ma non aveva diritto di voto. Il commissariamento iniziato con Zanasi di fatto non si è concluso nella gestione Rotice.
“Rotice è riuscito anche a rinnovare la classe dirigente, in particolare puntando su Annj Ramundo, Leo Boschetti, Maria Pia Liguori, Teresa Sassano ed Euclide Della Vista, reinventatosi imprenditore della realtà aumentata e della formazione digital. Ha accresciuto le sezioni, aumentandone il numero di 4. Ha riposizionato Confindustria nello scacchiere dei poteri e della lobbying”, commenta qualcuno.
Due giovani imprenditori stanno assumendo una rilevanza importante. Si tratta di Donatello Grassi e di Nicola Altobelli di Eceplast, vicepresidente nazionale di Confindustria Giovani.
Le passate gestioni di contro si ricordano anche per gli ammanchi notevoli e per alcune spese pazze dell’ufficio legale.
Confindustria 4 anni fa era stata commissariata, le era stata presa l’aquila, come si dice in gergo. La nomina di Eliseo Zanasi commissario e poi l’elezione di Rotice non hanno concluso il lavoro di razionalizzazione della situazione finanziaria. Rotice farà valere a Roma questa singolarità del suo mandato e l’idea che la sua sia stata una governance speciale, straordinaria. Una governance, che ha dovuto anche fronteggiare l’ostilità esterna di gruppi che hanno preferito abbandonare l’associazione.
“C’è chi ha creato ostracismo nei vari consessi, dall’Asi alla Camera di Commercio, isolando Confindustria. Per Rotice è stato faticoso ricostituire certi rapporti, la fase costituente è stata molto delicata”, osservano da Via Valentini Vista Franco. Tuttavia nonostante i tempi non facili dell’ingegnere, i numeri delle imprese associate è cresciuto.
La nuova presidenza ha davanti a sé due strade. Il consiglio potrebbe riferire a Roma che non ci attualmente nomi in grado di sostituire Gianni Rotice e che quindi il suo mandato deve essere “prorogato”, in quanto è il miglior commissario de facto sulla piazza. Oppure, via forse più semplice, col timbro romano ed un lavoro di diplomazie, si sancirà di differire le elezioni.
