Diventa incandescente il clima a Mattinata nel mondo politico. Tutti apparentemente zitti e abbottonati, soprattutto gli ex amministratori decaduti, occupati a difendersi in varie questioni di tipo giudiziarie in cui sono incappati, eppure molti sono a comunicare la loro estraneità alle ultime vicende amministrative.
Uno tra i primi a replicare era stato l’ex sindaco (sino al 2010) Angelo Iannotta che, a l’Immediato, aveva precisato di non aver avuto alcun ruolo nelle vicende che hanno portato allo scioglimento dell’ultima amministrazione comunale: “Già nel 2017, a seguito della diffusione di un volantino in cui venivo falsamente indicato come autore degli esposti anonimi posti a fondamento dell’attività di monitoraggio antimafia disposta dalla Prefettura – aveva scritto Iannotta -, fui costretto a rivolgermi all’autorità giudiziaria con formale denuncia-querela contro l’autore di quello stampato offensivo e diffamatorio perché ero stato additato quale impavido ex amministratore responsabile di veline anonime, offrendomi alla città come whistleblower incapace di sottoscriversi e di assumersi le responsabilità”.
Ora anche l’ex assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Prencipe, cugino dell’ex e ultimo sindaco Michele Prencipe e zio dell’assessore Pasquale Arena, questi ultimi due decaduti dalle loro funzioni per infiltrazioni mafiose (decisione da loro impugnata) e sui quali il Ministero dell’Interno ha chiesto l’incandidabilità, a replicare ad un recente articolo apparso su questa testata, e che riguardava anche l’ex consigliere Angelo Totaro e il pregiudicato, ritenuto dagli inquirenti fiancheggiatore del clan mafioso Romito, Francesco Ciuffreda, alias Pasqualotto.
Riferisce Prencipe: “Sono stato indicato come soggetto ideatore (o deus ex machina) di un progetto amministrativo naufragato per effetto dello scioglimento degli organi elettivi del Comune di Mattinata. Un’informazione falsa ed infamante. Sono poi affermazioni mai pronunciate da alcuno (nell’articolo c’e scritto “si dice”). È un’assurdità affermare che io sia a capo della scena politica a distanza di quasi dieci anni dalla mia uscita. Trascinare il sottoscritto nella vicenda dello scioglimento significa infischiarsene completamente di ciò che è vero e di ciò che è comprovabile. È innegabile – continua Prencipe – che informazioni di questo genere penetrino nell’opinione pubblica e influenzino il giudizio che la gente ha di me, anche come imprenditore locale, oltre ad ingenerare profonda disistima nei ruoli istituzionali da me rivestiti anni addietro”.
In buona sostanza, Giuseppe Prencipe da circa dieci anni non partecipa più alla vita politica mattinatese, e dunque sarà un altro Giuseppe Prencipe quello che nel 2014 aveva firmato le proprie dimissioni da consigliere comunale per far cadere l’ex sindaco Lucio Roberto Prencipe. Altro dato oggettivo che oggi apprendiamo, scusandoci, è che durante l’ultima campagna elettorale vi era un altro Giuseppe Prencipe a partecipare alle riunioni di coalizione, come esponente di una forza politica che portò il cugino alla carica di sindaco e il nipote prima a consigliere comunale e poi ad assessore.
Il riferimento è alla coalizione (il gruppone) dei Cinque definito da alcuni esponenti di quella compagine con parole tremende: “Esprimiamo tutto il nostro rammarico per le modalità politicamente incivili e gli strumenti rozzi e antidemocratici che hanno impedito, di fatto, all’avvocato Pietro Rinaldi di concorrere e ottenere la designazione a candidato sindaco nell’area dei moderati. I sotterfugi, gli intrighi e i giochi di palazzo, scientificamente messi in atto in tale direzione, non hanno precedenti nella storia politica locale e sono tali da determinare, oltre che una profonda indignazione e preoccupazione per il futuro stesso della nostra comunità, un’insopprimibile indignazione per il perpetuarsi di logiche poco o per nulla democratiche da parte di personaggi che fanno dell’ambiguità e della mancanza di trasparenza la loro unica ragione di vita politica” ha scritto il comitato. (Fonte: Francesco Trotta Gazzetta del Mezzogiorno).
E volendo usare le parole dello stesso avv. Piero Rinaldi, nel suo comunicato politico del 7 aprile 2014: “Le modalità tortuose e poco chiare che hanno portato alla improvvisa e incomprensibile esclusione della mia e di tutte le altre candidature alla carica di Sindaco alle prossime elezioni”.
Rimane un dato significativo che a Mattinata regna un silenzio mortificante della politica, con una gara a smarcarsi dal passato e dalle vecchie appartenenze oltre a negare chi sia stato la causa, o di chi siano le responsabilità, di uno scioglimento per infiltrazione mafiose che ormai squalifica più di tutti i tanti cittadini onesti.
Naturalmente nulla sa l’opposizione consiliare e l’unico partito costituito a Mattinata, il PD, espressamente citato nella relazione antimafia nella quale maggioranza e opposizione vengono ritratte come un tutt’uno. Sui guai del PD locale vi è stata un’ampia trattazione da parte di questa testata nelle scorse settimane, attraverso articoli relativi a vicende giudiziarie a dir poco clamorose.
Infine l’ex assessore Giuseppe Prencipe, che alla nostra Redazione fa pervenire la propria missiva su busta intestata dell’avv. Pasquale Lanzetta (ex componente unico del Nucleo di valutazione del Comune di Mattinata, nell’ultima amministrazione, circa euro 25,000/00 il suo compenso per la consiliatura) e dell’avv. Pasquale Roberti, destinatario di incarichi legali dallo stesso Comune di Mattinata, circa euro 40.000/00 nell’ultima consiliatura, nel cui loro studio esercita anche l’ex assessore all’urbanistica e nipote di Giuseppe Prencipe, Pasquale Arena), chiede di conoscere le fonti del nostro giornale.
La risposta a tale quesito è semplice: quotidianamente pervengono all’indirizzo dell’Immediato parecchie segnalazioni, missive e indicazioni di cittadini di Mattinata e non, che non hanno paura di rimanere in silenzio, vessati da pratiche politiche che ritengono ingiuste e da un fenomeno che recentemente il Prefetto di Foggia, Mariani, ha inteso definire, in seno al Comune di Mattinata, di infiltrazioni di tipo mafiose, poi confermate dal Ministro competente.
In alto, nella foto grande, Massimo Mariani; a destra, Totaro e Prencipe
