Gli avvocati Raul Pellegrini e Ivano Chiesa intervengono dopo l’articolo de Il Fatto Quotidiano, ripreso anche da l’Immediato, relativo all’arresto dei genitori dell’ex premier, Matteo Renzi. Nell’articolo sono pubblicati estratti dell’ordinanza del gip che ha portato alla misura della custodia cautelare per Tiziano Renzi e Laura Bovoli. Pellegrini e Chiesa scrivono per nome e nell’interesse del loro assistito, il ragionier commercialista Massimo Curci, anche quest’ultimo tirato in ballo dalle carte accusatorie.
“Vi invitiamo formalmente a rettificare le notizie tendenziose, allusive se non del tutto false da Voi pubblicate nel corpo dell’articolo “Arresto genitori Renzi, spunta anche Massimo Curd. A Carapelle le Coop. fantasma” pubblicato nell’edizione on line del 23.02.2019 – scrivono i legali -. Invero, tra il Curci e la famiglia Renzi non è mai esistito alcun collegamento né di tipo professionale né lavorativo o commerciale, come invece suggerisce la fotografia da Voi pubblicata nella quale appare ritratto a mo’ di fotomontaggio il Curci accanto ai genitori del senatore Matteo Renzi. Per tale ragione – continuano – questo scorretto accostamento non appartiene al diritto di cronaca ma è espressione solo della volontà di recare danno al nostro cliente. Il Curci è solo “l’intermediario” fiscale delle ditte, clienti del suo studio, non già l’intermediario in vicende illecite come il tenore allusivo del Vostro articolo lascia supporre. È falso che le cooperative Quick e Link siano “fantasma” come da Voi scritto nel titolo dell’articolo a caratteri cubitali. Trattasi, invero, di ditte che operano da svariati anni e che, a quanto ci risulta, non sono indagate nell’ambito del procedimento penale che riguarda i coniugi Renzi. A carico del rag. Curci – concludono Chiesa e Pellegrini – non esistono né uno né tantomeno “numerosi precedenti penali per reati tributari e societari”.