È caos a San Severo, le scazzottate tra Fontanello e Calvo e gli altri non sono bastate a riordinare il clima. Le Primarie sventolate da Andrea Caroppo e dal tavolo regionale del centrodestra per ritrovare serenità sono invise a tutti i protagonisti locali, a cominciare da Rosa Carolina Caposiena (foto in alto), la valente consigliera azzurra che ha la colpa per alcuni di avere Fernando Caposiena per padre e che non unisce tutte le anime.
Una parte della Lega caroppiana starebbe puntando su Marianna Bocola, la quale però era già la candidata centrista, sulla quale stavano puntando anche Ciro Persiano di Azzurro Popolare e alcuni civici di Leo Di Gioia in libera uscita dall’alleanza di Francesco Miglio.
L’eventualità di un accordo leghista ha fatto andare su tutte le furie Angelo Cera, che in una nota si è espresso alla sua maniera. “Adesso basta! Dei diktat e dell’arroganza della Lega non sappiamo che farcene. Le percentuali delle primarie della città di Foggia hanno dimostrato che nel centrodestra non ci sono né capi né capetti. Chi ritiene di potersi riciclare con un simbolo che in questo momento va per la maggiore per potersi confondere con il nuovo, sbaglia di grosso. La scelta delle primarie ha riguardato la città di Foggia, non erano in discussione le altre città, interessate dal voto di maggio. Se questa è la strategia della Lega per piazzare i propri uomini in vista anche di future competizioni elettorali, l’Udc di Capitanata non ci sta. Ecco perché abbiamo abbandonato il tavolo del centrodestra provinciale. L’invito che rivolgo agli amici di Forza Italia, con i quali siamo federati a livello nazionale, è quello di non farsi sopraffare dalle manie di grandezza della Lega”.

A San Severo ha un ruolo dominante nell’Udc Iantoschi, referente di alcuni business sulla disinfestazione, il quale sta ancora cercando spazi nei diversi raggruppamenti. L’udiccino sanseverese ritiene tutte le sorelle Bocola perdenti.
Non vanno meglio le cose a Torremaggiore. Il delegato di Caroppo, il sindaco di Apricena Antonio Potenza, chiamato nei territori a sbrogliare le irrecuperabili matasse, è indeciso su come dirimere la rivalità tra Marco Faienza e Antonietta Pontonio. C’è chi starebbe cercando di convincere un uomo della società civile, Celozzi a scendere in campo per il partito di Matteo Salvini. Molti sono certi che godrebbe di ampia stima e potrebbe superare sia il maratoneta bancario Cicerale sia il sindaco uscente defenestrato Lino Monteleone.
