Non solo le transazioni milionarie Madaga e Raco, su cui ieri i consiglieri comunali si sono lavati le mani. Giuseppe Mainiero continua ad attaccare l’amministrazione Landella e scrive una dura nota sul Cara, che ieri è stato oggetto nei suoi spazi esterni di un nuovo intervento dello Stato con le ruspe riprese anche dal Ministro Matteo Salvini.
“’La città non si ferma’ recita lo slogan del sindaco pro tempore Landella – spiega in una nota il consigliere -, peccato che ometta di dire che l’unica cosa che non si è fermata in questi 5 anni è il degrado. Cosi come non si è fermata la ’emorragia’ dei finanziamenti (soldi) ottenuti e restituiti per la loro esclusiva responsabilità. La sciatteria della sua amministrazione che ha visto dapprima la restituzione dei 400mila euro alla Regione Puglia per la mancata realizzazione di un ‘centro musicale’; poi di altri 500mila euro per i mancati interventi nelle scuole, ma non appagati oggi ci regalano un’altra performance. Ieri infatti il Comune di Foggia ha dovuto restituire altri 350mila euro al Ministrerò degli Interni. A tanto ammonta il finanziamento accreditato nel dicembre 2018 nelle casse del Comune di Foggia, ‘finalizzato al superamento della situazione di degrado che si registra nella contrada di Borgo Mezzanone, nella quale è ubicato al CARA’, così recita la missiva del Ministero con la quale si comunicava l’accreditamento nelle casse del Comune del copioso finanziamento. Peccato che dalle parti del Comune di Foggia di occuparsi del degrado urbano non interessi. Soldi che servivano al rifacimento funzionale della strada comunale numero 28 che collega al Città a Borgo Mezzanone. Purtroppo gli sforzi del Ministero per il ripristino dal degrado urbano di Borgo Mezzanone – conclude – dovuto all’insediamento del CARA, sono caduti nel vuoto, e la strada di collegamento resterà una ‘mulattiera’ come le tantissime altre strade comunali. L’ennesima pagina di sciatteria che purtroppo ricadrà sui cittadini, che potranno però alleviare le loro sofferenze passeggiando sui 200 metri di isola pedonale di via Lanza di cui tanto Landella si ‘fregia”‘.
