“Noi dobbiamo stare qua per lui, dobbiamo continuare. Ci manca tantissimo”, è il ricordo che i colleghi dell’arma hanno rivolto al maresciallo Vincenzo Di Gennaro. “Mentre mi è arrivata la telefonata, ho percorso questa strada, via Aldo Moro, dove si trova il 118. Avevo capito che era successo qualcosa di grave – racconta nel video diffuso dai Carabinieri l’appuntato Giuseppe Lauriola -. Il maresciallo ha abbassato il vetro del finestrino e Papantuono ha tirato subito fuori la pistola e aperto il fuoco, colpendo Di Gennaro a morte e ferendo il giovane carabiniere accanto a lui. Ora qui c’è un vuoto, c’è silenzio assoluto”.
Spari all’impazzata. “Ha cominciato a sparare verso di noi in macchina – ricorda con lo sguardo ancora segnato Pasquale Casertano -. Mi ricordo ancora il primo giorno che arrivai, c’era proprio lui ad accogliermi. Disse a mia mamma: Qui Pasquale sarà trattato come un figlio, un fratello, si sentirà al sicuro come in una famiglia e così è stato”.
“Era il collaboratore che tutti volevano”, commenta il Comandante della stazione, Primiano Augelli. “Viveva h24 la vita in caserma. Oltre ad essere un collega, un superiore, era soprattutto un amico”, spiega il carabiniere Francesco Mirarchi.