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Home » Incapacità educativa, dati allarmanti in Capitanata. “Entrare nelle famiglie per combattere bullismo”

Incapacità educativa, dati allarmanti in Capitanata. “Entrare nelle famiglie per combattere bullismo”

Di Redazione
14 Giugno 2019
in Welfare
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Nuova giornata di riflessione a Borgo Libertà nel complesso museale e monumentale di Torre Alemanna per la terza edizione degli Stati Generali delle Politiche Sociali sul tema del welfare, famiglie e minori.

Questa mattina l’assessore di Cerignola Rino Pezzano si è confrontato sulle esperienze di innovazione sociale dell’Ambito territoriale di Cerignola puntando poi il focus sulle politiche ed i servizi rivolti alla genitorialità e ai minori.

Al tavolo, moderati dall’avvocato Massimiliano Arena, Maria Emilia de Martinis della Camera Minorile di Capitanata e presidente Unicef, la giudice onoraria Rita Specchio, Mariangela Colaianni e Stefania Monopoli della Fondazione Giovanni Paolo II di Bari, Ilaria De Vanna mediatrice familiare della cooperativa Crisi e Raffaele De Nittis presidente della Cooperativa San Giovanni di Dio presente in tutta Puglia, hanno offerto punti di vista qualificati e competenti sul tema della capacità educativa. Servizi sociali, consultori, curatori speciali e tutori, tutti lavorano, come ha spiegato il giudice nell’interesse che il minore trovi un ascolto empatico.

“La maggior parte dei nostri provvedimenti sono emanati per gravi incapacità educative, il dato è allarmante, la crisi economica si risolverà solo quando si risolverà la crisi educativa. Per noi un minore è sereno quando sorride, quando non ha timore di entrare in un’aula di tribunale, quando vengono eliminate le condizioni di isolamento e stigma”, ha detto Specchio. Lo sradicamento dai contesti che contaminano i ragazzi spesso si contrappone alla reale capacità dei servizi sociali di dar atto al provvedimento del Tribunale, dando corso all’affidamento generico. Come ha denunciato l’avvocato De Martinis spesso i provvedimenti “restano solo sulla carta”, poiché i genitori sono impossibilitati a frequentare i consultori. “Se i genitori si dichiarano disponibili ma i servizi non ci sono, il minore non può essere allontanato dalla famiglia. In nome dell’amore per i figli, i figli vengono portati in Tribunale, questo è il paradosso dei nostri tempi. Occorre modulare le risorse e i servizi alla realtà generale e al singolo fascicolo del minore e del suo contesto familiare, sulla carta l’ordinamento non fa una piega, i provvedimenti sono impeccabili, ma la realtà non ci permette di lavorare al meglio né soprattutto di risolvere e aiutare il minore”.

4 assistenti sociali solo a Foggia su circa 160mila abitanti. Un ambito molto diverso da quello di Bari dove da anni opera con successo la Fondazione Giovanni Paolo II che fa delle periferie il suo cuore, con una idea di comunità educante.

A tali esperienze virtuose si rifà San Giovanni di Dio di De Nittis, che con la cooperativa, la più grande di Puglia con oltre 1000 soci dipendenti, opera in tre segmenti: quello dell’area sanitaria, il sociosanitario per anziani e quello per i servizi ai minori. In tal senso la cooperativa ha dovuto affrontare a Foggia l’interruzione del servizio di Assistenza domiciliare educativa, con il quale gli operatori entravano nelle case dei ragazzi per agire direttamente sul bullismo. L’interruzione è durata circa 2 anni, solo poco tempo fa il servizio è stato riattivato. “La nostra sfida è l’integrazione tra i servizi e la promozione della cultura del benessere, noi facciamo molta prevenzione e formazione, purtroppo le Asl sono ferme da 3 anni, non abbiamo le tariffe e il regolamento regionale è inapplicato. Abbiamo centri diurni non accreditati ormai in perdita strutturale”, ha concluso De Nittis che crede molto nello sport e che a Manfredonia oltre al volley femminile ha promosso una squadra di calcio per ragazzi con disagi psichici che ha vinto il campionato di quarta categoria.

Tags: Stati generali delle Politiche educative
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