Mentre l’estate entra nel vivo e il clima si fa rovente, sul Comune di Vieste continuano ad aleggiare fitte nubi. E sono sempre alcuni esposti anonimi a svelare una serie di circostanze poco chiare sulla gestione della macchina amministrativa della città garganica. In una lettera inviata a Procura di Foggia, Corte dei conti, Prefettura, Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza, è scritto: “A Vieste le concessioni demaniali decadute vengono vendute dagli agenti immobiliari anche grazie alla ‘inerzia’ del dirigente al Demanio Vaira, già inerte sugli usi civici. Come tutti sanno – si legge ancora –, se una concessione demaniale marittima non viene esercitata, il concessionario decade e la concessione deve andare all’asta pubblica. Invece, a Vieste accade che un’ordinanza di decadenza venga comunicata al concessionario ad un indirizzo errato e, anziché ricomunicare all’indirizzo esatto, si aspettano mesi, giusto il tempo per il concessionario decaduto di poterla ‘vendere’ ad un’altra persona che oggi costruisce uno stabilimento balneare, addirittura in violazione delle norme regionali”.
“Infatti – continua l’esposto al vaglio delle autorità competente che dovranno valutarne la veridicità -, molto spesso l’acquirente della concessione posiziona una struttura di cemento armato sulla spiaggia in violazione delle NTA del Piano regionale delle coste che prevede che le strutture debbano essere di ‘facile rimozione’ e, quindi, realizzate con il semplice assemblaggio di elementi componibili, integralmente recuperabili, senza l’utilizzo di materiali cementanti di qualsiasi genere”. Poi l’interrogativo: “È possibile che nessuno abbia vigilato, né il comandante vicario della Polizia Locale Gaetano Dimauro che insegue gli ambulanti abusivi sulle spiagge con i quad, né la Capitaneria di Porto di Vieste, sempre attenta a sanzionare chiunque, tranne gli usurpatori?” L’esposto si conclude così: “A Vieste nessuno vede e sente niente. E chi denuncia diventa il solo delinquente“.
