23.419.200 milioni di euro per 45 Ambiti pugliesi sono stati stanziati a fine 2018 col Piano Povertà della Regione Puglia, che tra gli obiettivi prioritari fissa il potenziamento del servizio sociale professionale, dei Punti di Accesso e del sostegno ai nuclei con fragilità. Il Comune di Foggia con la discussa determina poi ritirata aveva individuato 4 Aps, poi rivelatesi vicine a soggetti politici come denunciato in campagna elettorale dal candidato sindaco del centrosinistra Pippo Cavaliere, per degli sportelli di segretariato sociale nelle parrocchie.
Adesso il nuovo bando è al centro della polemica, dopo alcune dichiarazioni dell’Arcivescovo Vincenzo Pelvi, che boccia su tutta la linea l’iniziativa del Comune. Primo perché ci sono già gli sportelli e i punti di ascolto Caritas, secondo perché come scrive “i locali e le strutture parrocchiali hanno finalità esclusivamente pastorali e il loro utilizzo è vincolato sia dalle disposizioni del Codice di diritto canonico sia dalla vigente normativa Cei”; terzo perché “nessun ente ecclesiastico deve assumere, autorizzare o avviare iniziative che possano pregiudicare l’autonomia della Diocesi”.
Ebbene, a tali parole l’amministrazione di Franco Landella, forte anche del supporto nel mondo ecclesiale con numerosi parroci che si sono schierati dalla sua parte, risponde senza troppi peli sulla lingua, per conto del segretario generale Maurizio Guadagno. Ecco il suo lungo intervento.
“Con riferimento alla sua risposta trasmessa in relazione al progetto sperimentale riguardante gli “sportelli sociali”, sono a rappresentarLe la circostanza per la quale l’Amministrazione comunale, come si può chiaramente evincere dal bando che Le è stato trasmesso, non intende richiedere la disponibilità di locali parrocchiali in favore di soggetti terzi. La manifestazione di interesse, del tutto identica a quella andata deserta nei mesi scorsi, è rivolta esclusivamente alle parrocchie, che sarebbero direttamente destinatarie tanto del finanziamento previsto all’interno del Piano Sociale di Zona sia del servizio.
La possibilità che questo servizio sperimentale potesse essere gestito da Associazioni di Promozione Sociale – presa in considerazione dal Comune dopo l’assenza di risposte da parte delle parrocchie alla prima manifestazione di interesse, oggi riproposta – è stata infatti superata dalla revoca della determinazione dirigenziale e dalla conseguente riproposizione del bando originale, come detto, rivolto esclusivamente alle parrocchie.
Naturalmente è del tutto legittimo che la Diocesi non consideri positivamente questa misura – che vuole essere un contributo ulteriore all’importante lavoro già svolto quotidianamente nel contrasto alle povertà – e che non desideri in alcun modo partecipare a questa progettualità proposta in via sperimentale dall’Amministrazione comunale. Ma si tratta di una scelta che nulla ha a che vedere con l’ingresso di soggetti terzi nei locali parrocchiali, circostanza come detto non più esistente essendo stata superata dalla revoca della precedente determinazione dirigenziale.
Nel caso in cui, come sembra emergere dalla Sua missiva, la Diocesi non sia interessata a questo progetto ed a questa forma di sostegno e di aiuto, il Comune di Foggia si vedrà, suo malgrado , costretto a rimodulare l’utilizzo delle risorse economiche destinate al servizio in oggetto, destinandoli ad altre progettualità. In attesa di un Suo definitivo chiarimento in merito, si porgono cordiali e deferenti saluti”.
