Si cerca un metodo in casa Lega per fornire i nomi per gli assessorati al sindaco di Foggia Franco Landella, senza dimenticare che il più suffragato della città è il leghista Massimiliano Di Fonso, che ieri tra i campionissimi di consensi, è stato l’unico ad essere andato in pullman a Bari e a far sentire la sua voce sotto la sede del consiglio regionale pugliese.
Meglio far scorrere la lista e ripescare in aula il primo dei non eletti Paolino La Torre? Occorre dare come per la doppia preferenza una coppia uomo-donna di papabili assessori? O meglio attingere dai non eletti più competenti? La discussione è ancora tutta in itinere.
Mentre Joseph Splendido è stato nominato da poco responsabile tesseramento per l’intera Puglia, impazza in questo momento il dibattito per le Regionali del 2020. Michele Emiliano, come si sa, ha risposto picche a quanti, nella maggioranza dem e nella neonata associazione politica C’entra il futuro dei 6 consiglieri regionali capitanati da Fabiano Amati, pretendevano l’estromissione di Leo Di Gioia dalla Giunta regionale, dopo le sue dichiarazioni a favore di Massimo Casanova e i rumors su una sua imminente nomina all’Ismea.
I retroscena non si contano. In Capitanata e anche a Lecce ad alcuni appare chiaro il disegno di Emiliano, che ha in Di Gioia un suo cavallo di Troia dentro il centrodestra pugliese. L’obiettivo, secondo alcuni ambienti leghisti, sarebbe quello di spaccare il centrodestra in modo da arrivare ad una candidatura solitaria della Lega per la presidenza della Regione Puglia. Eventualità che giocherebbe a favore del centrosinistra pugliese, chiamato in tempi non sospetti “fritto misto” dall’allora segretario regionale Andrea Caroppo, oggi europarlamentare.
Questa strategia del resto è sempre stata la preferita da un pezzo di Lega, ove si consideri il tentativo di far cadere Franco Landella e di ostacolare le Primarie in tutti i modi. Faceva gioco una sconfitta di Landella a Foggia e farebbe gioco in Puglia una Lega isolata e un centrodestra diviso. A Foggia i piani sono stati sballati e travolti dalla forza di Landella e di una Lega rimasta fedele al tavolo delle Primarie, ma cosa accadrà al tavolo regionale?
Qualcuno fa notare che i rapporti tra Emiliano e alcuni leghisti sono antichi: il Senatore Marti, grande sostenitore di Massimo Casanova, fu quello che mantenne l’anatra zoppa a Lecce ed è colui che sottobanco votò per il centrosinistra alle elezioni alla provincia di Lecce. Esiste un filo che unisce qualche elemento della Lega ad Emiliano. Un filo oggi rafforzato dalle posizioni di Leo Di Gioia, vicinissimo al Ministro Gianmarco Centinaio. Il partito degli agricoltori vira sempre più sul verde blu leghista.
Col senno di poi alcune scelte anche in provincia di Foggia col centrodestra sempre perdente, tranne che a Foggia dove la Lega era ostile a Landella, appaiono tutte orientate a favorire Emiliano. A San Giovanni, Lucera, San Severo e Torremaggiore la Lega e il centrodestra, alleati quasi ovunque coi civici di Di Gioia, sono andati a schiantarsi. È stato solo un caso? Si chiedono alcuni leghisti che vedono nel centrodestra unito il faro da non abbandonare.
