Una colluttazione al semaforo, poi le botte. È lo stesso protagonista, il pugile foggiano Andrea Scarpa, a raccontare l’episodio su Facebook.
“Sabato notte a Torino – racconta -, mentre tornavo a casa con un amico, ho tagliato involontariamente la strada ad un semaforo ad una macchina che stava arrivando sfrecciando. All’inizio avevo pensato all’errore, ma non gli avevo dato tanto peso. Al verde, però, l’auto dietro mi affianca e dall’abitacolo arrivano urla e insulti indirizzati a me e al mio amico. Era chiaramente alterato. Nel frattempo, un’altra macchina ci aveva bloccato davanti. La cosa ovviamente degenera finché il ragazzo non decide di scendere. Al quel punto – continua – scendo pure io per non rimanere in macchina e rischiare. Intimo al tizio di non avvicinarsi mettendomi in guardia per evitare lo scontro. Nel frattempo, scende l’altro prendendomi di lato e aggredendomi”.
“Purtroppo – continua – l’istinto di sopravvivenza è saltato fuori e ho scagliato un destro che ha addormentato uno dei due. L’altro vedendo la scena, ha tirato un distintivo urlando che era un poliziotto. In quegli attimi, hanno fatto sparire le chiavi della mia macchina e hanno chiamato i colleghi. Per fortuna sono conosciuto a Torino e 4 persone mi hanno riconosciuto e si sono fermate a controllare. All’arrivo di 5 volanti spiego la situazione ai colleghi con tanto di testimoni a mio favore. Gli agenti in divisa mi calmano e sapendo che il collega era in torto marcio lo fanno desistere dal denunciare e mi lasciano andare. Fortunatamente – conclude – nella mia vita ho trovato sempre bravi agenti e rispetto il loro lavoro. Però bisogna fare sempre attenzione a chiunque per strada”.
