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“Non riprendere. La stai riprendendo uguale. Mi sta pigliando per il culo? O l’abbassi o te la levamo. Non puoi riprendere. Te l’abbiamo detto tre volte. Mi dai per cortesia un documento? È una moto della polizia di Stato non va ripresa…”. È un videomaker foggiano, Valerio Lo Muzio, l’autore del filmato di Repubblica che in queste ore sta facendo scalpore su tutte le testate nazionali. Lo Muzio ha immortalato il figlio del ministro dell’Interno, Matteo Salvini mentre gira in mare con la moto d’acqua della Polizia di Stato. Alcuni agenti hanno avvicinato il videomaker-giornalista invitandolo a smetterla di riprendere nonostante il luogo pubblico e la presenza del leader della Lega.
“Lo Muzio resta sul posto – riporta Repubblica – e i due innervositi lo seguono per l’intera mattinata fino all’ora di pranzo, cercando di oscurare le riprese mettendosi davanti alla telecamera. Poi uno dei due cambia versione: ‘Non abbiamo mai detto di essere poliziotti, se vieni con me ti faccio spiegare chi sono’. Mentre a terra c’era questo confronto, qualcuno chiamava il pilota della moto in questione e lo invitava a tornare a riva in un punto della battigia molto distante dal reporter”.
L’episodio ha scatenato una marea di reazioni nel mondo politico e non solo. La nota blogger, Arianna Ciccone si è schierata apertamente con il foggiano Lo Muzio commentando così: “Com’era la risposta della Polizia di Stato a Saviano? ‘Noi siamo la Polizia di Stato, non una polizia privata al servizio di questo o quel ministro’. Da oggi il capo della polizia deve delle scuse non solo a Saviano ma anche a Valerio Lo Muzio”.
