Dalla policoltura al turismo per Algesiro srl. La famiglia della giovane imprenditrice Michela Cariglia dall’allevamento di spigole e ostriche nella zona prospicente il golfo di Manfredonia, che utilizza Lanternet formato da elementi di plastica modulari ed impilabili ad una profondità cha varia dai 10 ai 12 metri si lancia ora nell’idea di una houseboat, sul modello delle tante case galleggianti delle zone fluviali del Nord Europa.
Stavolta però la casa sull’acqua viaggerà nell’Adriatico al largo di Vieste e Mattinata.
Michela Cariglia non è nuova alle novità. Socia fondatrice della Tortuga srl nel Golfo di Manfredonia è oggi una delle più importanti player della filiera del pesce circolare dai molluschi alle alghe fino agli accessori moda (come dimenticare le sue borse dalle alghe) alla nutraceutica, cosmesi e fitostimolanti dal mare. La Tortuga da 4 gabbie di spigole ed orate è arrivata oggi a 100 gabbie con un allevamento per i pesci piatti e due allevamenti di ostriche e vongole in Laguna di Varano, uno schiuditoio per i frutti di mare, un centro di depurazione molluschi, un centro per la produzione di microalghe e un centro di trasformazione del prodotto I-V gamma e un laboratorio per la lavorazione delle alghe. Cariglia adora il mare, la natura e l’energia positiva delle idee
È anche consulente dell’Arti per la filiera tra acquacoltura, agricoltura biologica, gestione ambientale della fascia costiera, chimica, formazione e bionergia e le possibilità di sviluppo sul territorio pugliese per la creazione di nuove opportunità di business ed occupazionali.
“La houseboat è per chi” dice Michela Cariglia “vuole trascorrere una vacanza tutto mare, senza i convenzionalismi dell’albergo, ma in piena libertà di fare ciò che vuole, come e quando meglio l’aggrada”.
Un settore in espansione quello rappresentato dall’houseboat, con una domanda in crescita.
“Quella di una casa galleggiante in mare, libera da dipendenze, ma anche confortevole, è una idea” aggiunge Michela Cariglia mentre si destreggia nella navigazione “che ho realizzato assieme a mia sorella architetto Francesca, e l’apporto logistico di mio fratello Alessandro e mio padre Algesiro, tenendo conto della composizione di una famiglia media: genitori con due figli”.
Il prototipo «Cariglia 1» messo in acqua ha come base uno scafo trimarano di 9,99 metri di lunghezza per 5,80 di larghezza e un’altezza di 1,90. E’ mosso da due motori fuori bordo di 20 HP ciascuno. «Misure che non richiedono» chiarisce Michele Cariglia «l’immatricolazione della casa barca e il possesso della patente nautica per manovrarla e dunque può essere abitata e governata da chiunque. Rientra nella categoria “C” secondo la direttiva dell’Unione Europea 94/25/CE, e dunque può navigare con vento fino a forza sei e onde di altezza significativa fino a due metri (mare molto mosso). Condizioni che assicurano larghi margini di sicurezza». Il «Cariglia 1» dispone di sei posti letto sistemati in tre ambienti distinti, dei servizi bagno e cucina e di un salottino; il tetto è allestito a mo’ di solarium. “Questo prototipo” aggiunge Francesca Cariglia “è stato costruito nei cantieri navali di Verona, ma abbiamo in corso trattative con cantieri navali di Manfredonia per la produzione di una serie di houseboat”. Una nuova attività dunque per rilanciare le maestranze navali di Manfredonia. Prevista la costruzione di trenta unità che saranno dislocate a Vieste, Peschici, Rodi, Tremiti e Manfredonia, ma non sono escluse dislocazioni nella laguna veneta e finanche lungo il Tevere a Roma.
(foto: Facebook e Lucia Ranieri)
