A poche ore dalla consegna alla città del Pala Famila Tatarella, la nuova struttura sportiva tra le più belle della regione, dopo la cerimonia inaugurale presieduta dal Sindaco di Cerignola, dal Vescovo della Diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano e dagli Assessori della Città di Cerignola alla presenza delle Associazioni sportive cittadine e di un elevato numero di cittadini, il primo cittadino ha voluto così commentare la notizia.
“È la storia della nostra città. Dal 4 settembre 2019 Cerignola ha il suo Palazzetto dello Sport benedetto dal Vescovo Monsignor Luigi Renna, che ha consegnato nelle mie mani un prezioso crocifisso che sarà esposto negli uffici direzionali della struttura, per la quale – ricorda Metta – il Comune di Cerignola non ha speso un solo euro. Il lavoro è stato frutto di una sinergia geniale tra pubblico e privato che ha portato nella economia cittadina ben 4 milioni di investimento. Si tratta di un’opera pubblica di bellezza ed utilità straordinaria, 60 e più posti di lavoro, una struttura commerciale di eccellenza, che porterà in città centinaia di consumatori; un indotto notevole, la riqualificazione totale di un comparto urbanistico enorme, con l’istituto agrario passato da termine della città a struttura rivalorizzata e riqualificata. Per scrivere questa pagina di storia cittadina mi hanno: indagato, inquisito, intercettato, pedinato, sottoposto a tre indagini diverse, a quattro cause giudiziarie ( tutte vinte con pesanti condanne dei miei nemici ), insulti, offese, minacce, turbamenti dell’ordine pubblico.
C’è chi vorrebbe dimenticassi tutto ciò e mi godessi semplicemente la realizzazione dell’opera. Non ci sto! Non mi va! Troppo comodo – sottolinea -. Il Pala Tatarella Famila è lì, la città se lo gode, piovono i complimenti e gli apprezzamenti. Me ne compiaccio. Ma alla berlina oggi metto coloro che raccolsero le firme contro; mostrarono le terga al Consiglio Comunale di Cerignola; mi ingiuriarono, diffamarono, offesero in ogni maniera. Anche coloro che hanno pretestuosamente indagato, non perché vi fosse materia, ma nell’auspicio di poter spezzare l’anima di un Sindaco, chissà perché, non gradito. Non perdono costoro. Non per spirito di vendetta. Ma perché, per il futuro, sia chiaro a tutti la differenza: Tra chi ama questa città e lavora per renderla migliore. Chi per sentimenti di odio personale, risentimenti sterili, protagonismi patetici ( vero, Pio Mirra?) ha assunto il ruolo di nemico di Cerignola. A tutela, anche futura, della mia adorata Città, ho l’obbligo di additarli al pubblico ludibrio”.
