l'Immediato
  • Cronaca
    • Cronaca
    • Amministrativa
  • Inchieste
  • Politica
    • Politica
    • Europa
    • Poteri
  • Salute
    • Sanità
    • Ospedali Riuniti
    • Coronavirus
  • Cultura
    • Cultura&Società
    • Eventi
    • Università di Foggia
  • Turismo
  • Sport
  • Puglia
    • Foggia
  • Contatti
No Result
View All Result
  • Cronaca
    • Cronaca
    • Amministrativa
  • Inchieste
  • Politica
    • Politica
    • Europa
    • Poteri
  • Salute
    • Sanità
    • Ospedali Riuniti
    • Coronavirus
  • Cultura
    • Cultura&Società
    • Eventi
    • Università di Foggia
  • Turismo
  • Sport
  • Puglia
    • Foggia
  • Contatti
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home » “Ombre Cinesi”, è libero mister Protect: revocato obbligo di dimora. Mentre chiude i battenti istituto di vigilanza

“Ombre Cinesi”, è libero mister Protect: revocato obbligo di dimora. Mentre chiude i battenti istituto di vigilanza

Di Redazione
9 Settembre 2019
in Cronaca
0
Nel riquadro, Giandolfi

Nel riquadro, Giandolfi

Share on FacebookShare on Twitter
ciao ciao: "" -

Revocato l’obbligo di dimora al 44enne Vincenzo Giandolfi, rappresentante legale dell’istituto di vigilanza foggiano “Protect”. L’uomo, di Manfredonia, era finito ai domiciliari con l’accusa di peculato poi il giudice gli aveva imposto l’obbligo di dimora, ora revocato. Già in occasione dell’interrogatorio di garanzia di Giandolfi, durante il quale l’uomo avrebbe fornito numerose rivelazioni agli inquirenti, i suoi legali nel chiedere e ottenere dal gip la revoca dei domiciliari rimarcarono che erano cessate o comunque attenuate le esigenze cautelari visto che documenti e testimonianze erano state acquisite e che l’istituto di vigilanza non operava più.

Nell’istanza di revoca dell’obbligo di dimora disposto un mese fa in sostituzione dei domiciliari, gli avvocati hanno rimarcato che le esigenze cautelari sono ormai cessate vista l’istanza di fallimento della Protect avanzata da alcuni dipendenti e il sostanziale consenso espresso da Giandolfi.

Le accuse mosse verso Giandolfi restano pesantissime. Stando all’accusa, la Protect, concessionaria del servizio di “prelievo, contabilizzazione ed accreditamento” degli incassi dei parcometri della città di Foggia, per conto della società municipalizzata ATAF S.p.a., nel periodo maggio 2016 – luglio 2018 avrebbe omesso di riversare alla stessa ATAF spa circa 600mila euro quali incassi dei parcometri.

L’analisi della documentazione acquisita e l’escussione delle persone informate sui fatti da parte della procura ha consentito di quantificare, al 30 luglio 2018, la debitoria della società concessionaria nei confronti di ATAF S.p.a. in 741.968,43 euro, al netto delle compensazioni dovute.

“Ombre Cinesi” (nome del blitz della GdF) è solo la punta dell’iceberg di una lunga serie di opacità che da anni accompagnano la gestione della Protect, società che si occupa in modo particolare di vigilanza. Su questa testata abbiamo più volte raccontato le difficoltà nei pagamenti degli stipendi ai dipendenti, riportando la rabbia di lavoratori ed ex lavoratori della società. E mentre Giandolfi torna libero, la sua Protect si appresta a chiudere i battenti: gli ultimi servizi sono passati alla Vigilagro di Lucera.

Tags: AtafFoggiaGiandolfiOmbre cinesiProtect
Previous Post

A soqquadro i locali di teatro foggiano. L’amaro sfogo: “Forse è il caso di andare via da questa città”

Next Post

Incendiato ingresso di un market a Foggia, fiamme al quartiere ferrovia. Tempestivo intervento di polizia

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Result
View All Result
  • Cronaca
    • Cronaca
    • Amministrativa
  • Inchieste
  • Politica
    • Politica
    • Europa
    • Poteri
  • Salute
    • Sanità
    • Ospedali Riuniti
    • Coronavirus
  • Cultura
    • Cultura&Società
    • Eventi
    • Università di Foggia
  • Turismo
  • Sport
  • Puglia
    • Foggia
  • Contatti

Copyright © 2023