Complessivi 35 anni e 8 mesi, con pene tra 2 e 8 anni, per sei persone ritenute appartenenti alla mafia foggiana. Queste le richieste della procura antimafia nel processo “Rodolfo” contro i clan del capoluogo dauno, accusati di estorsione.
Vittima Franco Curcelli, imprenditore agricolo locale, taglieggiato dai Sinesi-Francavilla e poi dai rivali Moretti-Pellegrino-Lanza, i due clan egemoni della “Società Foggiana”. Le tangenti andavano dalle 1000 alle 3000 euro al mese e l’imprenditore sarebbe stato costretto anche ad assumere la donna del boss. In cambio otteneva la “protezione mafiosa”.
8 anni chiesti dalla pm della DDA, Lidia Giorgio per Antonello Francavilla, 4 anni e 8 mesi per la sorella Leonarda detta Dina, 7 anni per Mario Lanza, marito della Francavilla, 7 anni anche per Vito Bruno Lanza detto “u’ lepre”, stesso cognome di Mario ma rivale nella guerra di mafia, e per il figlio Leonardo. Infine, 2 anni per Marco Matteo Piserchia.
Per questa vicenda è già stato condannato Emiliano Francavilla, fratello di Antonello. L’uomo, ritenuto una sorta di numero due dei Sinesi-Francavilla (il Mammasantissima è Roberto Sinesi detto “lo zio”), scelse il rito abbreviato incassando una pena definitiva a 5 anni e 6 mesi. (In alto, da sinistra, Vito Bruno Lanza, Dina Francavilla, Mario Lanza e Antonello Francavilla)
