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Home » Mafia Cerignola: la fine politica di Metta&co, verso l’incandidabilità sindaco e principali amministratori. Il peso del clan Piarulli-Ferraro

Mafia Cerignola: la fine politica di Metta&co, verso l’incandidabilità sindaco e principali amministratori. Il peso del clan Piarulli-Ferraro

Di Francesco Pesante
12 Ottobre 2019
in Inchieste
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ciao ciao: "" -

“Il comune di Cerignola, importante centro urbano collocato nel vasto territorio del Tavoliere delle Puglie, risente della presenza di un’associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di una pluralità di delitti, come accertato nel processo ‘Cartagine’. La realtà criminale di Cerignola – come riportato nella relazione della DIA – si presenta solida e strutturata imponendosi sul territorio con un consistente numero di affiliati e con un’ingente disponibilità di armi attraverso i quali riesce a diversificare le attività illecite da cui attingere risorse, opportunamente schermate, secondo una logica sempre più affaristica, flessibile e proiettata verso obiettivi di agevole realizzazione”. Questi alcuni passaggi della relazione del ministro dell’Interno al presidente della Repubblica. Ieri sera il Consiglio dei Ministri ha detto sì allo scioglimento per mafia del Comune di Cerignola, ora si attende la firma di Mattarella ma ormai il dado è tratto. Si va verso una lunghissima gestione commissariale dell’ente, 18 mesi.

Intanto tengono banco le motivazioni dietro lo scioglimento e i collegamenti tra sindaco ed esponenti della criminalità locale. Tutto ruoterebbe attorno alla “famiglia criminale egemone”, il clan Piarulli-Ferraro che avrebbe ottenuto numerosi favori dall’amministrazione comunale. 

Il primo cittadino Franco Metta avrebbe persino celebrato e poi preso parte al ricevimento nuziale di almeno due pluripregiudicati, entrambi orbitanti nel clan mafioso, in compagnia di numerosi esponenti della locale criminalità, alcuni dei quali condannati anche per reati associativi, pubblicando immagini degli eventi sui social network. Inoltre, il sindaco e l’assessore Carlo Dercole presenziarono all’inaugurazione di un bar gestito da componenti della gruppo malavitoso.

Nella relazione del prefetto viene evidenziato che in favore dei gestori di taluni locali, alcuni dei quali affiliati all’organizzazione criminale, sono state rilasciate autorizzazioni permanenti all’occupazione di suolo pubblico, in palese contrasto con il regolamento comunale che prevede per tale tipo di concessioni una durata massima di cinque anni.   

Poi ci sono le interdittive antimafia spiccate alle società “Cerignola Progresso” per la villa comunale, “MondoEco” e “Mondoservice”, quest’ultima aggiudicataria della gara per la gestione del verde pubblico dopo rinuncia, senza alcuna spiegazione, dell’azienda vincitrice dell’appalto.

Cerignola nella relazione antimafia

Nell’ultima relazione antimafia della DIA, secondo semestre 2018, i magistrati hanno definito Cerignola la “realtà criminale più solida e strutturata della provincia di Foggia, verosimilmente anche per l’esistenza di un organo decisionale condiviso, la cui strategia operativa si basa sia su un radicato controllo del proprio territorio, sia sull’impiego di risorse su altre aree del territorio nazionale. La criminalità cerignolana – rappresentata dai clan Piarulli (il cui vertice risiede in Lombardia) e Di Tommaso (rinvigorito dalla scarcerazione di alcuni esponenti di peso) – mantiene la propria vocazione verso i reati predatori (rapine ai TIR, furti di autovetture e di mezzi pesanti) realizzati con forme di pendolarismo. Correlata a questa attività è la ricettazione dei pezzi di ricambio dei veicoli, la nazionalizzazione di autovetture clonate estere e il recupero di materiale ferroso.

I gruppi di Cerignola sono diventati, tra l’altro – continuano i magistrati -, un punto di riferimento anche per altri sodalizi, sia nel sostegno delle latitanze, sia nelle attività di riciclaggio, grazie alla capacità di schermare efficacemente i profitti illeciti, anche mediante prestanome, in attività di ristorazione, nella filiera agroalimentare e nel commercio di carburante”.

Amministratori verso l’incandidabilità

Lo scioglimento per mafia porterà inevitabilmente alla sentenza di incandidabilità per il primo cittadino e i principali amministratori comunali: quasi certamente vicesindaco e almeno due assessori di peso. La proposta di incandidabilità spetterà sempre al Ministero dell’Interno, sarà poi il Tribunale di Foggia a pronunciarsi. Metta&co non sarebbero candidabili alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali che si svolgano nella regione Puglia.

È già successo a Mattinata (si attende la decisione del Consiglio di Stato dopo quella del Tar che ha respinto il ricorso dei condannati) e a Monte Sant’Angelo dove l’ex primo cittadino, Antonio Di Iasio fu definitivamente dichiarato incandidabile nel dicembre 2016. All’epoca la Corte d’Appello di Bari accolse il ricorso del Ministero dichiarando fuori dalla politica, oltre a Di Iasio, anche Vincenzo Totaro (ex assessore ai Lavori Pubblici) e Damiano Totaro (politico locale con interessi nel mondo delle RSSA e nel calcio).

Metta sui social: “Non mi arrendo”

Il sindaco di Cerignola, Franco Metta ha scritto poche parole su Facebook in seguito allo scioglimento per mafia deciso a Palazzo Chigi: “Arrendersi che parola è? Non la conosco. Le persone disoneste non credono all’onestà”. Il vice, Rino Pezzano: “Ho la coscienza pulita, come sempre. Ho servito la città con tutto me stesso. Grazie Cerignola”.

Sit-in dell’opposizione: “Cerignola rialzati”

Oggi, venerdì 11 ottobre, alle ore 19 davanti al Comune sit-in dopo lo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni mafiose dei consiglieri Sgarro, Rendine, Mirra, Moccia. Sarà l’occasione per incontrare la stampa, le cittadine e i cittadini che in queste ore assistono tra lo sgomento e l’incredulo a quello che sta accadendo a Cerignola.

“Per noi non è una sorpresa. In questi anni abbiamo denunciato in ogni occasione pubblica e istituzionale l’operato della giunta Metta. Nessuno di coloro i quali ha partecipato alle scelte della maggioranza è esente da colpe per quello che sta accadendo – commentano i consiglieri -. Una pagina buia che può però anche essere motivo di liberazione e rinascita. Ora ci attende come comunità una lunga traversata nel deserto. Non sarà facile ma noi ci siamo e ci saremo come abbiamo sempre fatto in questi quattro anni. Domani saremo tra la gente, sarà il nostro modo per essere vicini alla città e ai suoi cittadini. Ci sarà da ricostruire parecchio. Ci sarà da trovare una nuova normalità”. 

“Proponiamo come impegno futuro, a patrimonio dell’amministrazione che verrà, il superamento del narcisismo autocelebrativo che ha contraddistinto il mettismo cambiando il nome della nuova arteria del quartiere Torricelli, e dedicandola alla memoria dell’Onorevole Pio Latorre, politico e sindacalista, impegnato nella lotta alla mafia, tragicamente assassinato, a parziale ma simbolico lavaggio dell’onta subita della nostra città”, concludono i consiglieri. 

Domani, invece, sabato 12 ottobre, alle ore 11 presso la sede del Pd in via Mameli, conferenza stampa sulla questione. Interverranno Sabina Ditommaso, segretaria del Partito Democratico di Cerignola, Teresa Cicolella, vicepresidente del consiglio comunale, Daniele Dalessandro, capogruppo del Pd in consiglio e Maria Dibisceglia, consigliere comunale. (In alto, nel riquadro, Metta e Dercole; sullo sfondo, un recente blitz dei carabinieri a Cerignola)

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Tags: Cerignolaclan Piarulli-Ferraromafiametta
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