Il sindaco Franco Metta ha incontrato stamattina la cittadinanza a Cerignola. In un lungo comizio, con ancora addosso la fascia tricolore, il primo cittadino ha affrontato la vicenda dello scioglimento per mafia dell’ente comunale.
“Sono triste, arrabbiato e umiliato. Hanno svolto indagini prefettizie contro di me, non contro il Comune di Cerignola. Un’indagine nella quale io non posso difendermi e loro possono scrivere quello che vogliono”.
Ma ha promesso battaglia per riconquistare quella fascia abbandonata una volta sceso dal palco: “Mi batterò sempre. E vi sconfiggerò anche da morto – ha detto rivolgendosi agli avversari politici -. Oggi sono salito su questo palco con la fascia e scenderò senza ma la riconquisterò”.
Poi ha ammesso: “Piango da tre giorni e non mi vergogno a dirlo”. E sulle accuse di mafia: “Sono talmente mafioso che ho fatto arrestare chi mi portava mazzette nei biscotti e chi mi minacciava. Gli imprenditori che io avrei pressato per aiutare la squadra di basket hanno detto che sono la persona più onesta che conoscano!”
Nel mirino la magistratura: “In procura hanno allestito una stanza solo per me ma hanno dovuto archiviare tutto. Alla fine è stato necessario lo strumento più insidioso per farmi cadere”.
A conclusione ha detto: “In questi giorni ho trovato anche qualcosa di positivo. Non pensavo che fossero tanti quelli che mi vogliono bene – ha esclamato commosso -. E faccio una promessa, ci vediamo qua con la fascia tricolore, fino all’ultima goccia di sangue e fino a quanto il Padre eterno lo vorrà”.
