“Dopo l’aggressione ad un 50enne avvenuta sabato scorso a Foggia, in pieno centro, da una parte di bulli, voglio raccontare la mia situazione – scrive a l’Immediato Maria Pia Rollo -. Ho 33 anni e vivo a Vieste. Da circa tre anni, ogni giorno e ogni sera che esco di casa diretta in centro e in piazza, vengo presa di mira da ragazzini di età compresa tra gli 11-13 anni, che stanno rendendo la mia vita un incubo. Tutto è iniziato – racconta – nel condominio dove abito, quando ho rimproverato dei ragazzini per aver rotto una vetrata che mi ha lasciato una ferita superficiale. Dissi loro di non farsi più vedere, e se volevano continuare a giocare lì, dovevano chiedere il permesso. Non l’avessi mai fatto. Il capetto ha cominciato a chiamarmi quando uscivo di casa “Permesso!” e non contento ha istruito i suoi amici, che via via hanno coinvolto altri amici. Ho chiesto aiuto alle forze dell’ordine, ho scritto al quotidiano locale, non è servito a niente, la situazione è peggiorata, quando allo sberleffo sono sopraggiunti le minacce di morte, insulti a sfondo sessuale e lanci di grosse pietre. Il tutto, avviene nell’indifferenza dei miei concittadini – spiega – che non hanno alzato un dito in mia difesa o si sono girati dall’altra parte. Non conosco questi ragazzini, ma di certo i loro genitori non gli hanno educati al rispetto altrui o hanno insegnato loro un educazione, dato che si sentono onnipotenti nel vedere il menefreghismo dei viestani”.
E ancora: “L’amministrazione comunale non si rende conto che la città ha dei problemi che non si possono trascurare, soprattutto questo, che non è un mio problema personale ma una questione di ordine pubblico e civiltà – denuncia -. Esprimo al signore di cui non conosco il nome, la mia solidarietà e spero che anche a Vieste facciano qualcosa e aiutino un loro concittadino in difficoltà. Non è accettabile che debba percorrere lunghi e tortuosi tragitti per andare in un posto, per evitare di essere chiamata “t***a” o “b******a”, e non ho intenzione di restare chiusa in casa. Le autorità locali e i miei concittadini mi aiutino a identificarli e a segnalarli a chi di dovere”.
