Adcua Onlus, l’associazione Difesa Consumatori Utenti e Ambiente chiede un incontro alla commissione Ambiente del Comune di Foggia sul tanfo che avvolge la città in ore serali e notturne. “Egregio presidente, la nostra associazione desidera con la presente, investire la commissione da lei presieduta di una questione ben nota che si trascina da anni e che appare ben lontana da una definitiva soluzione, nonostante ripetuti controlli e analisi approfondite- scrive il presidente di Adcua Onlus, Walter Antonio Mancini -. Tutti noi cittadini percepiamo chiaramente il tanfo che a volte avvolge la città di Foggia in ore serali e notturne. Nel recente passato la fonte fu individuata nell’impianto di Contrada Ripatetta, ex Bioecoagrim, oggi Maia Rigenera. A tal propositi fu decisivo l’intervento dell’ARPA “Agenzia Regionale Prevenzione e Protezione dell’Ambiente, per la individuazione della fonte del tanfo che ammorbava Foggia e Lucera, letame mischiato ad altri residui organici per compostaggio”.
“Ora non si sa – continua – quale sia l’origine di questa nuova aggressione odorigena a Foggia che a volte, sembrandoci immondizia incenerita, parrebbe provenire perfino dalla discarica di Passo Braccioso ove è anche presente un impianto di biostabilizzazione. Data la presenza di numerosi siti di trattamento dei rifiuti nel nostro comune e in aree limitrofe, riteniamo che ci sarebbe da monitorare in via precauzionale, l’intero ciclo integrato dei rifiuti alla ricerca di eventuali cause emissive ad esso connesse. Ci prende tra l’altro la preoccupazione che in assenza di una fonte precisa attuale da individuare, ciò possa avere a che fare anche con le numerose discariche abusive disseminate nel territorio provinciale. Ricordiamo che la DDA di Bari aveva già svelato nel recente passato un ingente traffico di rifiuti in arrivo dal napoletano fino in Capitanata con una operazione denominata ‘In Daunia venenum’, che permise di sgominare una banda dedita al trasporto illegale e all’illecito interramento di rifiuti speciali che arrivavano dalla Campania e venivano seppelliti in provincia di Foggia. Dato il quadro che ne emergerebbe dal lavoro di ricerca da noi svolto, vorremmo avendone la possibilità, rappresentare in modo approfondito la situazione alla intera commissione appositamente convocata e riunita“.
