A processo nel Tribunale di Foggia, Filippo Trotta, accusato di aver aggredito il giornalista Nello Trocchia che nel luglio 2017 era a Vieste, sul luogo dell’omicidio di Omar Trotta, fratello dell’imputato. Trocchia si trovava sul Gargano per un servizio dedicato alla mafia locale e quel giorno, appena appresa la notizia, raggiunse di corsa il luogo dell’agguato, avvenuto in un ristorante viestano.
Filippo Trotta aggredì Trocchia mentre quest’ultimo era al lavoro in compagnia del cameraman, l’operatore televisivo Riccardo Cremona.
Il giornalista si trovava nel promontorio per conto di “Nemo”, trasmissione di Rai 2, quando fu afferrato e preso a calci alle gambe da Trotta.
Nello Trocchia fu trascinato per alcuni metri e scaraventato contro un muro perdendo il microfono, finito rovinosamente sull’asfalto.
Giornalista e operatore dovettero allontanarsi rapidamente dal luogo dei fatti per evitare conseguenze più gravi e rinunciando all’ultimazione delle riprese per il servizio televisivo.
Trotta cagionò alla vittima lesioni personali consistenti in “trauma conclusivo facciale con piccola ferita lacero contusa ed escoriazione sopraorbitale sinistra e pollice sinistro”, giudicate guaribili in 15 giorni.
Stando alle accuse, l’aggressore turbò “la regolarità del servizio pubblico di informazione televisiva per la trasmissione Nemo in onda su Rai 2, cui erano deputate le riprese audio video curate da Trocchia e Cremona”.
