Un approccio terapeutico innovativo per il trattamento delle malattie intestinali sbarcherà a breve a Foggia. A portarlo sarà il direttore della struttura complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia degli Ospedali Riuniti, Rodolfo Sacco. Il medico foggiano già lo aveva “sperimentato” a Pisa, prima del ritorno nella sua città. In questi giorni è tornato nel “suo” Giappone (ha vissuto e studiato nel Sol Levante per tre anni) per relazionare, come esperto internazionale, al congresso mondiale di “Aferesi Terapeutica” a Kyoto.
“Questa metodica terapeutica non farmacologica trova applicazione in pazienti che sono diventati dipendenti dal cortisone e/o pazienti che non possono sottoporsi a terapie immunosoppressive – spiega il primario dei Riuniti -. In pratica, si va ad intervenire sul sangue, attraverso una sorta di colonnina ‘filtro’ che bonifica le sostanze prodotte dai globuli bianchi responsabili dei danni alla mucosa intestinale”.
In buona sostanza, il sangue viene prelevato, “ripulito”, e rimesso in circolo dopo l’attività di filtraggio svolta dall’apparecchio. “Al momento, per questo tipo di patologie particolarmente sviluppate nei cosiddetti Paesi del benessere, non esistono approcci totalmente risolutivi, nemmeno con i farmaci – chiosa -. Dopo un attenta selezione dei pazienti, tuttavia, si possono raggiungere benefici a lungo termine e viene offerta una possibilità di remissione, senza effetti collaterali. L’approccio prevede una seduta a settimana per 5-10 settimane e i benefici possono durare da 6 mesi ad un anno, grazie ad alcuni trattamenti di mantenimento”.
La risposta positiva oscilla tra il 40 e il 50 per cento dei casi ed è particolarmente indicata in categorie deboli, quali i bambini (con peso sopra i 30 chili) e gli anziani. Sacco, inserito in un board scientifico europeo, proverà ad metter su un vero e proprio “osservatorio” sulle patologie che negli ultimi anni stanno subendo un incremento, in parte favorite dalla continua “elaborazione e lavorazione del cibo da parte delle industrie” e da fattori genetici. “Si tratta di un vero e proprio fenomeno sociale che non va mai sottovalutato e che va monitorato costantemente, perché potrebbe scaturire, come nel caso delle rettocoliti ulcerose, nel tumore al colon – precisa ancora il medico foggiano -. Stiamo lavorando anche sulla sensibilizzazione e comunicazione, il prossimo anno è previsto un convegno a Foggia con Salvatore Leone, presidente dell’associazione europea Amici (Associazione per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino)”.
Infine, l’Unità Operativa diretta dal dottor Sacco si pone come riferimento nella studio e nella cura delle malattie infiammatorie intestinali croniche, anche nel solco tracciato dalla direzione aziendale che ha promosso lo sviluppo di una struttura multidisciplinare definita CROSS dedicata a questi pazienti affetti spesso da patologie concomitanti: la struttura CROSS prevede infatti la partecipazione di gastroenterologi, reumatologi e dermatologi.
(Nella foto il Dr. Sacco viene premiato dal prof. Taku kobayashi Direttore del Centro di Ricerca e Cura per le Malattie infiammatorie croniche intestinali dell’Università di Tokio)
