Tempo di condanne per la mafia foggiana. I giudici hanno inflitto pene da 2 a 8 anni ad esponenti di spicco delle batterie Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino-Lanza, accusate nel blitz “Rodolfo” di aver sottoposto a racket gli imprenditori agricoli Franco e Biagio Curcelli, costretti anche ad assumere persone vicine ai clan. 8 anni e 6 mesi ad Antonello Francavilla, 42 anni, detenuto in carcere anche per questa vicenda, ritenuto tra gli elementi di vertice dell’organizzazione: l’uomo è stato riconosciuto colpevole di concorso nell’estorsione del giugno-novembre 2013 con rate mensili di 3mila euro da parte di Franco Curcelli, ed è stato assolto dall’analoga accusa di concorso in un ulteriore taglieggio alla stessa vittima del maggio-giugno 2014 quando furono pagati 2450 euro (il pm della DDA Lidia Giorgio chiedeva 8 anni per entrambe le imputazioni).
Inflitti 5 anni e 6 mesi alla sorella Leonarda detta “Dina” Francavilla, 37 anni, a piede libero, imputata di concorso in una estorsione (4 anni e 8 mesi la richiesta del pm); 7 anni e 6 mesi per il marito Mario Lanza, 37 anni, detenuto ai domiciliari (7 anni chiedeva la Dda): marito e moglie avrebbero costretto Franco Curcelli ad assumere la Francavilla in una sua azienda, pagandole lo stipendio per 7 anni nonostante al lavoro non ci andasse.
Condannato a 5 anni e 6 mesi Vito Bruno Lanza, 66 anni, detto “U’ lepre”, tra i capi del clan Moretti/Pellegrino/Lanza, ai domiciliari per il “Rodolfo” ma detenuto in carcere nell’inchiesta “Decima Azione” contro la mafia del pizzo: colpevole di concorso in un’estorsione per aver imposto a Franco Curcelli nell’aprile 2014 di pagare 600 euro quale ‘contributo’ per le spese legali di un figlio detenuto (il pm chiedeva 7 anni).
E ancora, inflitti 6 anni e 6 mesi a Leonardo Lanza, 39 anni, figlio di Vito Bruno, a piede libero per questa vicenda ma detenuto per “Decima Azione”, imputato di un’estorsione per aver imposto ai fratelli Franco e Biagio Curcelli l’assunzione in una loro azienda, nonostante fosse di fatto un assenteista (7 anni la richiesta del pm). Infine inflitti 2 anni a Marco Matteo Piserchia, 44 anni, a piede libero, estraneo al filone estorsivo dell’inchiesta: risponde di concorso con Emiliano Francavilla (fratello di Antonello e condannato in via definitiva a 5 anni e 6 mesi con rito abbreviato per tre estorsioni) perché avrebbe eluso le norme in materia di misure di prevenzione patrimoniale, facendo da prestanome quale titolare di un terreno in zona Celone dove Emiliano Francavilla, secondo l’accusa, si stava facendo costruire una villa (la DDA chiedeva 2 anni). (In alto, da sinistra, Vito Lanza, Antonello Francavilla, Leonardo Lanza, Dina Francavilla e Mario Lanza)
