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Home » Indagine su lupara bianca svela maxi truffa all’INPS nel Foggiano. Colletti bianchi e criminalità in stretti affari

Indagine su lupara bianca svela maxi truffa all’INPS nel Foggiano. Colletti bianchi e criminalità in stretti affari

Di Francesco Pesante
20 Dicembre 2019
in Cronaca, Immediato TV
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Cinque persone arrestate nel blitz “Hydra” per associazione a delinquere e truffa all’INPS. Procura, carabinieri e finanzieri hanno scoperto un gruppo malavitoso capace di aggirare le regole e intascare indennità di disoccupazione senza aver mai lavorato. Inoltre i malviventi erano riusciti a far assumere la bellezza di 74 “finti dipendenti”, tutti loro parenti. In cella Giovanni Putignano, 41 anni, Domenico Putignano, 40 anni, Nicola Paradiso, 40 anni, Michele Rubino, 39 anni e il commercialista Maurizio Granchelli, 50 anni. I primi quattro residenti a Torremaggiore, il professionista a Lucera.

Tutto è cominciato durante le indagini sulla scomparsa di Matteo Masullo, giovane di Torremaggiore alias “Bacchettone” per il fisico snello, vittima di lupara nel febbraio 2017, all’epoca tra i sospettati dell’omicidio di Giuseppe Anastasio avvenuto a San Severo. Vennero fuori stretti rapporti tra Masullo e Giovanni Putignano detto “Gianluca”; fu su quest’ultimo che gli investigatori concentrarono le attenzioni in quanto l’uomo possedeva una serie di immobili del valore eccessivo per un perfetto disoccupato. Fu anche documentato un incontro a Pescara tra Putignano e Rocco Moretti, “Mammasantissima” della Società Foggiana, entrambi sotto processo per le estorsioni all’imprenditore agricolo Dauria (operazione “Decima Azione”). Durante le indagini vennero intercettati anche Nicola Paradiso, intestatario di autovetture, Michele Rubino e Domenico Putignano, fratello di Giovanni. Successivamente gli inquirenti individuarono il commercialista Granchelli, svelando così la complicità di colletti bianchi per aggirare le regole e truffare l’INPS alla quale non venivano versati neanche i contributi.

I 5 sono finiti in carcere anche per emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. In buona sostanza, attraverso la costituzione di diverse società fantasma, strumentali all’emissione di fatture e alla finta assunzione fino a 74 dipendenti di 3 società cooperative, consentivano il percepimento di indennità di disoccupazione che veniva, in parte, riversata a Giovanni Putignano per un danno complessivo all’INPS di 500.000 euro circa. Per far ciò, sono state emesse fatture per operazioni inesistenti di oltre 1.850.000 euro con un’evasione di imposta (tra IVA e IRES) di oltre 750.000 euro.

Nel corso dell’operazione, sono stati sottoposti a sequestro anche 16 immobili (tra appartamenti, box e locali) siti a Pescara, Rodi Garganico, Torremaggiore e San Paolo di Civitate, per un valore complessivo di 1.100.000 euro, polizze assicurative e fideiussorie, conti correnti (in fase di quantificazione), un autocarro ed un motociclo; tre società utilizzate per il compimento dei reati e nelle quali venivano fatti confluire i proventi dei reati per l’autoriciclaggio, che veniva perfezionato con l’acquisto di immobili. 

Delle tre società due sono state, nel frattempo, cessate mentre una (la “Ricicla”) è stata affidata ad un amministratore giudiziario, appositamente individuato e nominato, in quanto aggiudicataria di appalti con enti locali nel settore dei rifiuti. Sotto sequestro, infine, beni/valori ed altre utilità fino alla concorrenza “per equivalente” per 1.000.000 di euro circa.

Tags: ArrestiFoggiaHydraLuceraTorremaggiore
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