I comuni foggiani piegati dalla mafia ma la Chiesa si chiude a riccio. I recenti scioglimenti per infiltrazioni criminali di Manfredonia e Cerignola hanno acceso i riflettori su questioni che in tanti fingevano di non vedere. Rapporti tra politici e clan, parentele sospette, appalti ai soliti noti e affari tra chiesa e società in odor di mafia.
A Cerignola la relazione dei commissari, avallata dal presidente della Repubblica, ha evidenziato i legami tra mondo religioso e una ditta che si occupa di servizi cimiteriali, molto vicina a esponenti di spicco della criminalità locale, alcuni dei quali coinvolti nella maxi operazione “Cartagine” degli anni ’90. Sono emerse numerose opacità – segnalate nel documento prefettizio – soprattutto nel mondo delle confraternite, bracci operativi del vescovo Luigi Renna. In questi giorni testate cittadine hanno evidenziato quanto riportato dai commissari ma le notizie, invece di accendere una profonda riflessione, hanno scatenato la controffensiva dei sacerdoti. Renna ha persino sminuito il fenomeno mafioso a Cerignola, dimenticando che i clan ofantini sono invece ritenuti i più stabili e solidi di tutta la provincia di Foggia, capaci di diramarsi anche fuori regione come raccontato dai magistrati della DDA. Inoltre, i boss sono quasi tutti residenti nel Milanese da dove tengono le fila del business criminale.
Il vescovo di Manfredonia Franco Moscone che prima di arrivare nel Foggiano diceva di non conoscere la mafia garganica, si è affrettato ad esprimere solidarietà a Renna “per le infondate accuse mosse da certa informazione locale. Manifesto vicinanza e sostegno – è la dichiarazione dell’Arcivescovo – al confratello nell’episcopato don Luigi Renna, oggetto di numerosi attacchi mediatici da parte di alcune testate giornalistiche. Insieme, nella trasparenza e nella condivisione, stiamo combattendo la medesima battaglia per affrontare e risolvere le diverse problematiche sociali, economiche e politiche del nostro territorio, in un fase così buia della nostra quotidianità. Sbagliano quanti utilizzano una distorta e limitata lettura del nostro operato per creare sterili e inutili contrapposizioni che, nella realtà, non esistono”.
Moscone poi afferma: “Mi associo in perfetta comunione alle scelte compiute dal vescovo Renna e auspico che l’informazione si lasci sempre più guidare dalla onestà intellettuale e da una fattiva volontà di comunicare nella verità”.
Gli ha fatto ecco Antonio Mottola, vicario generale della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano e moderatore della Curia Vescovile: “L’intero presbiterio diocesano, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i diaconi delle Vicarie di Ascoli Satriano e Orta Nova, così come della Vicaria di Cerignola, gli officiali di Curia e i direttori degli Uffici pastorali, i membri dell’associazionismo e dei diversi movimenti ecclesiali, sono unanimi e concordi nell’esprimere la propria vicinanza e la propria solidarietà al vescovo Luigi Renna, colpito ingiustamente in queste ultime settimane da una campagna di informazione che si rivela denigratoria e offensiva. Tutti ed ognuno fanno proprio e rilanciano, con fermezza e convinzione, quanto il pastore della Chiesa locale ha ribadito nel suo Messaggio distribuito in diocesi per l’ormai imminente solennità del Natale. Siamo tutti convinti, come scrive mons. Renna che, insieme, dobbiamo ‘fasciare le ferite’ del nostro territorio, consapevoli che – è l’insegnamento del magistero episcopale – tutti ‘camminiamo nella stessa direzione, che è quella della legalità, via al bene comune’”.
“Voglio ricordare inoltre, perché non tutti sembrano ricordarlo – continua Mottola – che fin dal Suo ingresso in diocesi il vescovo Renna si è fatto acuto portavoce e convinto sostenitore della legalità, in un percorso di formazione e di approfondimento teso a fronteggiare le numerose fragilità individuabili nella ‘economia precaria’, nella ‘politica che assume il volto del populismo’, nella debolezza dell’‘educare’ e nello ‘spettro della corruzione’, mirando, invece, al ‘rispetto della persona’ nella giustizia e nell’onestà, in quanto solo ‘da un’azione educativa costante e profonda, si costruisce una società più giusta, in cui ognuno fa la sua parte’”.
Una corsa a manifestare solidarietà che stride con quanto emerso a Cerignola dove il comune è stato sciolto d’urgenza e affidato ai commissari straordinari anche per gli affari tra mondo religioso e organizzazioni criminali.
