“Signor presidente posso fare una dichiarazione?” “Prego, dica”. “Volevo fare a lei ed agli altri due giudici gli auguri di un santo Natale”. “Grazie, anche a lei”. Si è concluso con questo scambio di auguri il processo di secondo grado in corte d’appello a Bari a un mafioso foggiano, che si è visto ridurre la pena a 7 anni a fronte degli 8 anni e 3 mesi della sentenza di primo grado per una serie di rapine in trasferta nel nord barese ai danni di pensionati avvenute nei primi mesi di settembre del 2018. A riportarlo è la Gazzetta del Mezzogiorno che è tornata sul caso di Fulvio Signore, 51enne già condannato per mafia quale affiliato alla “Società Foggiana” nel maxi processo Panunzio degli anni Novanta (pena di 4 anni ampiamente espiata).
L’uomo, pluripregiudicato, è stato riconosciuto colpevole anche in appello di tre rapine ai danni di anziani avvenute tra Trani e Barletta nei primi dieci giorni del settembre 2018. Fu arrestato e attualmente è detenuto nel carcere di Taranto. Il processo bis si è chiuso in poche battute, perché l’avvocato difensore ha concordato con il pg uno sconto di pena, proposta accolta dai giudici.
Secondo l’accusa, l’uomo è un pericoloso rapinatore seriale, specializzato nei colpi ai danni di inermi vecchietti. Signore ha commesso numerose rapine ai danni di anziani che, dopo aver riscosso la propria pensione, si avviavano verso casa. Le vittime venivano derubate anche con l’uso della violenza, mentre entravano nel portone di casa..
Acquisite le immagini dei sistemi di videosorveglianza degli uffici postali di Trani e di Barletta, e grazie alla attività tecnica ed info-investigativa condotta con tempestività, gli investigatori del Commissariato di P.S. di Barletta e della Compagnia Carabinieri di Trani ricostruirono il percorso effettuato dall’uomo, acquisendo importanti informazioni sul suo modus operandi.
Signore, dopo ogni rapina, abbandonava infatti la bicicletta sulla quale viaggiava nei pressi delle stazioni ferroviarie delle città in cui aveva messo a segno il colpo. Grazie agli elementi di prova acquisiti a carico dell’uomo, fu chiesta ed ottenuta l’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita congiuntamente dai carabinieri di Trani e dai poliziotti di Barletta.