Il decreto del presidente del Consiglio nasconde delle falle che forse solo con la chiusura totale delle attività potranno essere sanate. In Lombardia almeno, dove si attende ad horas la decisione di Giuseppe Conte.
Cosa significa “assembramento”? Più di tre persone? 5? 10? Non è chiaro. Così come non è chiaro cosa significa distanziamento sociale. Due o tre persone che si conoscono e sono fiduciose dei loro rapporti interpersonali protetti privati possono passeggiare insieme e intrattenersi in un luogo pubblico? Sono queste le difficoltà a cui stanno andando incontro gli agenti oggi chiamati a disperdere le persone in centro, dove la vita scorre più o meno uguale. Per anziani e giovanissimi. Entrambe le fasce d’età, forse fatalisticamente, continuano a vedersi insieme all’aria aperta.
“Stiamo suggerendo alla gente di andare a casa. Forse da domani sarà necessaria la giustificazione, l’autocertificazione per spostarsi”, dice un poliziotto a l’Immediato nell’isola pedonale.
Tre in Puglia i motivi di ora d’aria: fare la spesa, lavorare o recarsi in farmacia.
Nasce il dubbio anche per gli operatori della sosta. In una città in cui, ormai, i mezzi pubblici sono quasi banditi e tutti si spostano più che mai in auto per evitare i contatti, che senso ha fare pagare il parcheggio? Se lo chiedono nei pressi di Via Rosati, dove da oggi non c’è più lo storico mercato.
Un chilo di cardoncelli 5 euro. “Chissà se riusciremo a venderli quest’anno”, è la triste constatazione di un venditore guantato. Anche le tradizioni culinarie terrazzane della Pasqua sono a rischio.
Le file ai supermercati sono notevoli in tutta la città, a cominciare dal quartiere popolare di Via Lucera.
Angelo il barbiere di Via Arpi ha scelto di fermarsi con le barbe. “Fare la barba è un gesto troppo ravvicinato, non ci sarebbe stata sicurezza né per me né per gli utenti”.