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Home » Rivolta nel carcere di Foggia, ecco com’è andata: cancelli forzati e il tentativo di raggiungere la direttrice. Gravi danni strutturali

Rivolta nel carcere di Foggia, ecco com’è andata: cancelli forzati e il tentativo di raggiungere la direttrice. Gravi danni strutturali

Di Redazione
12 Marzo 2020
in Cronaca
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ciao ciao: "" -

Nel resoconto del Senato, le convulse ore nel carcere di Foggia. Questa la ricostruzione: “A Foggia il 9 marzo 2020, intorno alle ore 9,40, alcuni detenuti hanno cominciato la rivolta appiccando il fuoco a lenzuola e materassi e danneggiando suppellettili all’interno delle camere di pernottamento, attivando l’intervento della polizia penitenziaria. Nel frattempo, un numero consistente di altri detenuti, circa 200, in quel momento presenti nei cortili di passeggio a colloquio con il comandante, in massa imboccavano il corridoio verso l’uscita dei reparti.

Durante il percorso forzavano i cancelli tra le sezioni favorendo l’uscita di altri detenuti e, dopo un tentativo di raggiungere la direttrice, nel frattempo sopravvenuta, tentativo fallito grazie all’intervento della polizia penitenziaria, proseguivano nella loro azione scardinando il cancello interno della porta carraia, riuscivano a vincere le resistenze della polizia penitenziaria e si portavano fuori dalle mura perimetrali dell’istituto in 72.

Successivamente, grazie al lavoro congiunto della polizia penitenziaria e delle altre Forze dell’ordine, tempestivamente allertate, 56 di loro sono stati riportati in carcere. Allo stato risultano latitanti 16 detenuti (nel frattempo il numero si è assottigliato ulteriormente), che erano soggetti al regime di media sicurezza. Risultano gravi danni strutturali.
Poi il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha parlato più in generale di quanto accaduto in tutta la nazione. Ricordiamo infatti che sono scoppiate rivolte in numerosi penitenziari.

“Il bilancio complessivo di queste rivolte è di oltre 40 feriti della polizia penitenziaria, a cui va tutta la mia vicinanza e l’augurio di pronta guarigione, e purtroppo di 12 morti tra i detenuti (a Modena i dati più drammatici, ndr), per cause che, dai primi rilievi, sembrano per lo più riconducibili all’abuso di sostanze sottratte alle infermerie durante i disordini. Tali vicende – continua Bonafede – si collocano all’interno della drammatica emergenza che sta sottoponendo il Paese a una prova durissima ed è evidente che tanti detenuti siano effettivamente preoccupati, soprattutto in condizioni di sovraffollamento, dell’impatto del coronavirus sulla propria salute e sulle condizioni detentive”.

Tags: CarcereevasioneFoggia
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