Gioacchino Angarano dirigente del reparto di malattie infettive del Policlinico di Bari ha fatto il punto sull’emergenza coronavirus. In un’intervista molto schietta, rilasciata a Repubblica, ha detto apertamente come stanno le cose. “La battaglia vera ci sarà tra la fine del mese e la prima metà del mese prossimo. Bisogna ragionare sempre di sette giorni in sette giorni”.
Poi ha lanciato un allarme: “A noi manca personale. Abbiamo bisogno disperatamente di un po’ di infermieri e di medici internisti, altrimenti non reggiamo un bel niente. È importantissimo che arrivino queste risorse in vista delle battaglie più grosse”.
In Puglia, il medico fa sapere che si sta constatando “l’esistenza di focolai autoctoni, in fase di espansione. Ha mai provato a mettere un po’ di olio nell’acqua? Provi a immaginare che quelle macchie d’olio siano i focolai. Sono macchie che si allargano sempre di più. Il guaio è che accanto alle tante persone che si stanno attenendo alle restrizioni varate dal governo, ce ne sono molte altre che non lo fanno. Questa è una grossa falla, la gente non riesce a capire che già in questo momento in Puglia ci stiamo trovando davanti a un aumento di casi in maniera verticale”.
Infine, non poteva mancare una battuta sui troppi ragazzi rientrati dal Nord, il 15% dei quali in viaggio con la febbre. “Ormai sono qui. Adesso devono obbedire alle raccomandazioni del governo e della Regione, perché è gravissimo far finta di nulla. Non possono andarsene in giro. Ci troveremo in gravissime difficoltà. Siamo una Regione che ha un buon servizio sanitario, ma non siamo certo la Lombardia”.
