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Home » Venticinque anni dalla morte di un servitore dello Stato, Foggia ricorda il sacrificio di Francesco Marcone. La figlia Daniela: “Denunciò episodi di corruzione”

Venticinque anni dalla morte di un servitore dello Stato, Foggia ricorda il sacrificio di Francesco Marcone. La figlia Daniela: “Denunciò episodi di corruzione”

Di Redazione
1 Aprile 2020
in Cultura&Società
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ciao ciao: "" -

“Il 31 marzo, per chi vive a Foggia, non è mai stato un giorno qualunque. Esattamente 25 anni fa, nel 1995, questa città viveva una delle pagine più brutte della sua storia, crocevia di un decennio buio e irrisolto: l’omicidio di Francesco Marcone“.

Così Libera, associazione contro le mafie, ricorda il direttore dell’ufficio del registro ucciso dalla criminalità a metà degli anni ’90. Una morte rimasta avvolta nel mistero, un “cold case”. Senza una verità, senza un colpevole. La famiglia di Marcone resta attanagliata dagli interrogativi. Ma oggi è il momento del ricordo.

“Oggi più che mai, in questi giorni sospesi – scrive ancora Libera -, c’è bisogno di riflessioni profonde, di ricostruire una memoria che ci interroghi e ci inchiodi alle responsabilità collettive che quella storia ci riporta. Solo così, alla fine di tutto questo, potremo davvero riprendere possesso della nostra città e vivere come una comunità libera dalle mafie, così come Franco aveva sognato per noi decidendo di compiere fino in fondo il proprio dovere di uomo, di dirigente statale, di cittadino, di foggiano”.

“Proteggeva tutti noi, la nostra economia”. Le parole della figlia Daniela, vicepresidente di Libera, rivolte ai giovani: “Mio padre cercava di spiegare ai cittadini che ognuno poteva fare la propria parte”. Franco Marcone denunciava evasioni fiscali, truffe ai danni dello Stato. “Pochi giorni prima di morire presentò una denuncia, da solo. Denunciò un gravissimo episodio di corruzione che riguardava un altro funzionario dello Stato”.

In tutto tre le archiviazioni sul caso Marcone, “l’ultima molto pesante per noi – ricorda la figlia -. Il giudice scrisse che destò sconcerto la posizione della società civile che poteva dare una mano per cercare la verità ma si girò dall’altra parte”.

(In alto, un’intervista a Daniela Marcone, figlia di Francesco e vicepresidente nazionale di Libera)

Tags: FoggiaFrancesco Marconemafia
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