Oggi verrà attivato il quarto modulo per la Rianimazione al Policlinico “Riuniti” di Foggia. I posti disponibili per l’emergenza Covid arrivano così a 33 (21 dei tre moduli già attivi più 12 dell’ultimo attivato oggi). Uno scenario che per il direttore generale, Vitangelo Dattoli, permetterà di gestire gli scenari previsionali più gravosi rispetto alla situazione attuale, ritenuta “sotto controllo”. La “fase 2” iniziata oggi prevede un percorso di potenziamento delle dotazioni tecnologiche, degli screening su pazienti e operatori, oltre all’aumento dei posti letto nei reparti maggiormente esposti, a cominciare da Malattie infettive.
Difatti, a breve aumenteranno di 20 unità le disponibilità in reparto, mentre verrà potenziata la capacità di assorbimento del post acuzie: verranno aggiunti altri 70 posti letto ai 30 già disponibili al Colonnello D’Avanzo. Contemporaneamente, verranno attivate nuove disponibilità in Maternità e partirà il miglioramento tecnologico che servirà per le attività ordinarie ed emergenziali dell’hub di viale Pinto.
Continua a preoccupare la situazione degli anziani nella Rsa, in una provincia che sconta un indice di contati troppo alto rispetto alla popolazione (è la prima in Puglia). Al momento, continuano a preoccupare i due cluster di San Giovanni Rotondo (con 150 casi) e di San Nicandro Garganico. Ospedali e territorio, dunque, sono in tensione. Ma al Policlinico, Dattoli sta già preparando la fase successiva (l’ultima) nel percorso di riorganizzazione: “Al momento non abbiamo nessun caso positivo tra medici e operatori per motivi professionali – spiega -, essendo rientrato il personale esposto qualche settimana fa. Questo è un dato di rilievo se si guarda alla situazione complessiva degli ospedali. Ora partiamo con il controllo della temperatura e gli screening a tappeto. Il 20 aprile tutta questa fase sarà conclusa. Stiamo facendo a gara con il Coronavirus, a chi corre più forte. Al momento abbiamo disponibilità di posti letto, anche in terapia intensiva (circa un terzo è occupato). Certo c’è stato il caso del neonato, trasferito a Bari perché i tre posti che abbiamo erano occupati, ma questo fa parte del sistema integrato della regione. Finora non abbiamo avuto problemi di questo tipo”.
Ora si è in attesa del tampone per i sei tra medici (tra cui il sindaco di Orta Nova, Mimmo Lasorsa), infermieri e operatori, del Pronto soccorso venuti in contatto con il ragazzo bulgaro che aveva tentato il suicidio. A Pasquetta scadono i 7 giorni previsti dal protocollo per effettuare il tampone e verificare l’eventuale positività al Covid-19. In ogni caso l’operatività piena del reparto è stata garantita dal “turnover” di personale previsto con le riserve già predisposte nelle scorse settimane per i reparti in prima linea.
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