Non solo polemiche e scontri politicistici. In Consiglio comunale a Foggia più di un eletto si sta prodigando per risolvere grandi e piccole questioni dei cittadini alle prese col Covid-19. Un esempio è il giovane forzista Dario Iacovangelo che ha inviato una pec al sindaco per conoscere i motivi per i quali sono vietati i matrimoni civili. Una coppia che per motivi privati ed economici ha la necessità di contrarre matrimonio si è rivolta a Iacovangelo affinché il loro rito civile sia celebrato e non posticipato. Nel DPCM, come confermano alcune celebrazioni in Italia in tempo di quarantena, non sono vietati i riti tout court, ma sono semplicemente assoggettati alle regole del distanziamento sociale. Possono stare nell’ambiente del rito civile i due promessi coniugi, il funzionario officiante e i due testimoni. Tutti a distanza di sicurezza contro il contagio.
“Il sindaco mi ha detto che non ci sono le condizioni per celebrare riti civili secondo il DPCM, ma come si può leggere attentamente nel decreto questo non è vero – osserva Iacovangelo a l’Immediato -, il DPCM non dice di annullare i matrimoni civili, ma di rispettare l’utilizzo dei dispositivi personali e le distanze sociali, cosa che può avvenire se si autorizza il rito civile all’officiante, ai coniugi e ai due testimoni. Ci sono tutte le condizioni di sicurezza per poter celebrare il rito civile. Quello che mi preme sottolineare è il principio: non si può non considerare il matrimonio civile una urgenza immediata e necessaria, con quello che comporta l’unione in termini contrattualistici nel diritto di famiglia. Immaginiamo quelle coppie con figli a carico che devono unirsi: in questo momento di ansia e di richieste sociali il matrimonio è quanto mai necessario per tante unioni. È necessario garantire a chi ha voglia e necessità di unirsi in matrimonio di poterlo fare. Altre amministrazioni hanno celebrato i riti civili per dare un segnale di ripresa amministrativa e sociale della città. Non tutti i consiglieri per fortuna si dedicano a scrivere post e a giochi di partito. In questo momento a tutto dovremmo pensare meno che a queste beghe di Palazzo tra presidente del Consiglio e sindaco. C’è una città che merita risposte su tante questioni”.
