L’anziano della Fondazione Palena è vivo e non ha contratto il Covid-19 nella Rssa foggiana. Una notizia che dovrebbe far tirare un lungo sospiro di sollievo ad ospiti e operatori sanitari. Dalla struttura ecco tutte le precisazioni sul recente caso che ha interessato un suo degente. Su altre testate era stata persino pubblicata la notizia del decesso dell’anziano, una bufala subito smentita attraverso un comunicato inviato a l’Immediato da Palena.
“Il noto ospite della RSSA – si legge – non è deceduto ed attualmente è ricoverato presso il secondo reparto Covid dell’ospedale d’Avanzo. Presso la RSSA non è stato effettuato alcun tampone né poteva essere diversamente.
Il 2 aprile per l’ospite, a seguito di problemi cardiaci e respiratori, è stato richiesto ricovero ospedaliero. Presso il pronto soccorso è stato effettuato, il 4 aprile, il primo tampone con esito negativo”.
E ancora: “L’ospite è stato trasferito al reparto Geriatria dove il 7 aprile ha subito il secondo tampone, anche esso negativo, e di conseguenza disposto il trasferimento al reparto di Medicina interna ospedaliera (scenario di alcuni contagi, ndr).
Il lunedì 20 aprile è stato dimesso in quanto stabilizzato e guarito con riconduzione in Fondazione in base alle disposizioni ministeriali che indicano il ritorno nel domicilio, appunto la Fondazione”.
A quel punto da Palena fanno sapere che “sono state seguite le prescritte procedure del ‘rientro’, per altro il 17 aprile ritenute operanti e valide nel corso di una visita ispettiva dei Nas carabinieri Foggia. Il 21 aprile, a fronte di un quadro clinico non rassicurante, è stato disposto un nuovo ricovero ospedaliero; lo stesso giorno, presso l’ospedale, è stato effettuato il tampone di ingresso del secondo ricovero (il terzo complessivo dei due ricoveri), che questa volta è risultato positivo. L’ospite – concludono da Palena – non ha soggiornato presso la Fondazione più di 24 ore senza contatti con gli altri ospiti. Per le note caratteristiche e per il periodo di incubazione del virus (6/7 giorni) si può escludere in modo tassativo che il contagio sia avvenuto in Fondazione”.
