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Home » Ancora casi di Covid al Riuniti di Foggia, in Ematologia e Rianimazione “pulita”: test per 4mila persone. Il “ping pong” di pazienti con Villa Igea

Ancora casi di Covid al Riuniti di Foggia, in Ematologia e Rianimazione “pulita”: test per 4mila persone. Il “ping pong” di pazienti con Villa Igea

Di Michele Iula
27 Aprile 2020
in Sanità
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ciao ciao: "" -

È emergenza continua al Policlinico “Riuniti” di Foggia. La positivizzazione tardiva al Covid-19 di alcuni pazienti sta generando forte preoccupazione nel sistema sanitario provinciale. Il direttore generale, Vitangelo Dattoli, sta potenziando l'”area grigia”, allungando i tempi di permanenza dei casi sospetti, per compensare il “rischio di latenza della patologia” nel miglior modo possibile. Ma al momento non sembra bastare.

Due nuovi casi sono stati registrati nelle ultime ore: uno in Ematologia e un altro in Rianimazione pulita (era già ricoverato ed aveva avuto esito negativo al tampone). Alcuni medici e operatori sono sicuri dell’esistenza di un “contagio generalizzato in atto”. Per il manager dell’hub regionale, invece, si tratta di “situazioni puntiformi”. A complicare tutto, il disastroso ping pong delle ultime settimane.

Tre pazienti sono stati inviati dall’ospedale alla clinica privata Villa Igea di Foggia con “tampone negativo” e senza sintomi. A distanza di qualche giorno, il riscontro di positività. Per questo, sono stati ritrasferiti via 118 all’ospedale. A questo punto, ci viene riferito, “sono state attivate tutte le procedure previste dal protocollo, con la sanificazione della clinica e tamponi a tappeto”. Stando a notizie ufficiose, i 3 pazienti avrebbero avuto contatti con positivi ai Riuniti, questo potrebbe aver determinato la positivizzazione.

“Un anziano è arrivato dalla clinica ieri, era positivo – ci confermano fonti attendibili -, con lui ci sono altri due pazienti. Il primo era stato ricoverato il 12 aprile in Pronto soccorso, il tampone era negativo, per sintomatologia respiratoria, con sospetti emersi dalla radiografia: tampone ancora negativo; poi il 15 ancora tampone negativo, prima di essere ricoverato in Epatologia. Successivamente è stato dimesso, prima del ritorno in Pronto soccorso, il 23 ha fatto il tampone da cui è emersa la positività”.

“Tutti i nostri operatori sono dotati di dispositivi di protezione individuale idonei – chiosa il patron della clinica privata foggiana, Potito Salatto -, abbiamo adottato tutte le procedure precauzionali per evitare il diffondersi dell’epidemia. Al momento non abbiamo altri casi. Peraltro, da oltre 15 giorni abbiamo ordinato le macchine per eseguire i tamponi, ma non ci vengono ancora consegnate”. Poi aggiunge: “Ricoveriamo una persona a stanza e da domani effettueremo test sierologici a tutti i pazienti”.

Anche in via Pinto, nella palazzina degli ex Poliambulatori, partiranno domani le attività nei nuovi laboratori di Sierologia, con l’operazione di screening a tutti i dipendenti dell’Azienda e delle ditte esterne (circa 4mila persone). Una attività che certamente fornirà un quadro epidemiologico più chiaro. I dubbi però restano. L”immunologo Alberto Mantovani di Humanitas, sulle pagine del Corsera, ha spiegato: “Tutti i dati suggeriscono che il rischio di una seconda infezione è basso se la malattia si è realmente esaurita. I rari casi di reinfezione sono forse legati al fatto che il virus non era davvero scomparso. I tamponi hanno un alto tasso di falsi negativi. Per questo anche da guariti è bene continuare a osservare le regole del distanziamento sociale”. Tra le pieghe dei dubbi della comunità scientifica, dunque, il virus potrà continuare a spiazzare ancora la capacità di risposta organizzativa del nostro sistema sanitario.

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Tags: CovidFoggiariuniti
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