4 maggio, riaperture e avvio della fase 2 anche per la politica al Comune di Foggia, che questa sera alle 18, dopo una conferenza dei capigruppo, terrà una prova generale su Zoom del consiglio comunale in videochat che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni. In tanti consiglieri hanno richiesto la convocazione di un consiglio comunale monotematico sulle misure e sulle proposte per la ripartenza, per aiutare le attività commerciali e le tante famiglie foggiane che rischiano di trovarsi sulla soglia della povertà.
Nel centrodestra anche in vista delle prossime elezioni regionali autunnali c’è molta confusione. L’unica voce che si leva a livello regionale contro Michele Emiliano resta quella dell’europarlamentare dei Fratelli d’Italia e candidato presidente in pectore Raffaele Fitto, che sta contestando numeri alla mano alcune inefficienze del sistema sanitario guidato dall’epidemiologo Lopalco.
I sondaggi nazionali che danno la Lega in forte flessione stanno creando in tanti leghisti più di una tensione. L’importante crescita di popolarità del Governatore del Veneto Luca Zaia accresce le speranze di chi nel partito salviniano in Capitanata, ma anche nel resto della Puglia, era stato messo all’angolo dalla maggioranza legata all’europarlamentare Massimo Casanova e al senatore Roberto Marti in Salento.
La linea della nuova Lega, suggerisce più di un potenziale candidato, non può essere solo protestataria, ma deve sforzarsi di essere programmatica e strutturata all’interno della società. “Per essere un partito di massa bisogna essere in stretto contatto con le esigenze del popolo e saperle attuate con politiche concrete con un dialogo nelle istituzioni democratiche”, dice Marco Trombetta in uno dei suoi vocali.
Tanti leghisti nostrani vivono in questo momento un forte cruccio, non possono fare propaganda meridionalista, non possono agitare troppo la chiusura delle regioni, perché rischierebbero al Sud di essere additati come coloro che seguono un leader totalmente concentrato sui disastri sanitari lombardi e nel partito di tradire gli ideali del Nord. Parole e azioni dei leghisti sono come congelate, in assenza di una linea nazionale chiara.
