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Home » Stop alle alienazioni al bosco Incoronata e alla Mezzana della Madonna, una sentenza storica fa riemergere gli usi civici

Stop alle alienazioni al bosco Incoronata e alla Mezzana della Madonna, una sentenza storica fa riemergere gli usi civici

Di Antonella Soccio
9 Maggio 2020
in Amministrativa
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ciao ciao: "" -

È storica la sentenza del Commissario degli Usi Civici della Puglia Maria Grazia Caserta tra un gruppo numeroso di cittadini foggiani e il Comune di Foggia per l’uso dei terreni e del bosco di Incoronata e di una particolare località, chiamata “Mezzana della Madonna”. Nella sentenza si dispone la istantanea restituzione dei terreni in favore dei cives.

Nel 2014 il consiglio comunale foggiano approvò il Piano delle alienazioni e valorizzazione degli immobili, nel quale figuravano anche molte particelle a pascolo del Bosco Incoronata. Pastori e agricoltori della zona hanno impugnato la delibera e oggi dopo 6 anni hanno visto valere i loro diritti, dopo che nel 2015 due terreni furono alienati, indebitamente dal Comune. Gli usi civici vengono prima di qualsiasi interesse economico dell’Ente.

Nell’atto viene richiamato il principio ubi feuda ibi demania, secondo cui laddove un territorio fosse stato soggetto ad usi civici, prima della sua infeudazione a favore di un vassallo, i diritti civici restavano riservati alla popolazione ed il feudatario poteva usarne soltanto quale primo dei cittadini. È questo il caso del Bosco dell’Incoronata, che ha ancora una natura feudale e non è mai stato classificato diversamente dall’Ente neppure nel Dopoguerra. Per il bosco e le altre particelle resta il regime giuridico dell’inalienabilità, dell’indivisibilità e dell’inusucapibilità oltre che della perpetua destinazione agro-silvo pastorale.

Le collettività sia nel loro insieme sia uti singuli vantano nei confronti dei beni gravati da uso civico un diritto collettivo di natura reale, che si esercita in forma duale unitamente al Comune, che è ente esponenziale dei diritti della collettività. Per le iniziative di natura straordinaria, infatti, l’Ente, non solo non può alienare e dividere i terreni, ma è sottoposto alla diretta ed indefettibile vigilanza della regione.

Secondo il commissario la delibera del 2014 non contiene alcuna valutazione in ordine alla convenienza dell’alienazione per la collettività, limitandosi a riferire, si legge, che i bei di cui si consente l’alienazione sono “immobili di proprietà comunale non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali”.

 

 

Tags: Bosco dell'Incoronatacivesusi civici
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